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CAOS TARI A CHIARAVALLE CENTRALE: «AVVISI D’ACCONTO SENZA TARIFFE E CITTADINI INFURIATI»

Foti, Rauti e Maida all’attacco: “Una gestione approssimativa e senza rispetto. I cittadini ancora non sanno oggi quanto pagheranno complessivamente nel 2025”

di REDAZIONE

–  CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) –  10 LUGLIO 2025 –  “Avvisi di pagamento TARI spediti ai cittadini senza che siano state approvate le nuove tariffe in Consiglio comunale”. È l’ultimo episodio di una gestione amministrativa definita “allo sbando” dai consiglieri comunali di minoranza di Chiaravalle Centrale Claudio Foti, Giuseppe Rauti e Vito Maida, che denunciano pubblicamente il “caos Tari 2025” e chiedono risposte immediate da parte dell’amministrazione.

Secondo quanto riferiscono i tre esponenti di opposizione, gli avvisi di pagamento dell’acconto Tari recapitati in questi giorni “non sono stati calcolati sulla base di tariffe valide per l’anno in corso – che non risultano approvate – bensì in maniera forfettaria, pari al 50% del costo sostenuto nel 2024”. Una procedura che, a loro giudizio, rappresenta “l’ennesimo strappo alle regole e una grave mancanza di trasparenza nei confronti dei cittadini”.

“Ci troviamo di fronte – dichiarano Foti, Rauti e Maida – a un’amministrazione che naviga a vista, priva di qualsiasi pianificazione e che scarica sui contribuenti l’incertezza di scelte improvvisate e opache. I cittadini non sanno oggi quanto pagheranno complessivamente nel 2025, perché il vero importo verrà definito solo più avanti, con un conguaglio che rischia di essere una brutta sorpresa”.

La minoranza denuncia con forza il fatto che non siano state fornite informazioni complete, veritiere e aggiornate alla cittadinanza. “Ancora una volta – attaccano – si preferisce agire nel silenzio, nell’ambiguità, lasciando le famiglie nel dubbio e nel disorientamento”.

Gravi anche le critiche sul fronte economico. “La raccolta differenziata, che da anni ha raggiunto buoni livelli, non ha prodotto alcuna riduzione del tributo. Anzi, con la nuova gara si prevede un aumento delle tariffe, proprio come accaduto nel 2024, quando – fatto ancora più grave – le tariffe non sono state nemmeno trasmesse al Ministero, in violazione delle norme vigenti”.

I tre consiglieri sottolineano inoltre che, nel Piano Economico Finanziario (PEF), potrebbero essere inserite risorse comunali per ridurre il carico fiscale a carico dei cittadini. “Ma nonostante il sindaco continui a sbandierare un presunto stato di ‘finanza virtuosa’, di fatto non si fa nulla per alleviare il peso economico sulle famiglie”.

Il giudizio politico è netto: “Questa amministrazione – concludono Foti, Rauti e Maida – non governa, galleggia. Non è accettabile che Chiaravalle sia ostaggio di un sindaco che confonde il governo della città con l’umore del momento. L’indennità di carica non è un premio personale, ma il riconoscimento di una responsabilità da esercitare con serietà, visione e competenza. Basta improvvisazione. La città merita rispetto”.