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«CAOS POLITICO E AMMINISTRATIVO», ECCO UN NUOVA DENUNCIA DI “RADICI E ALI” A CHIARAVALLE CENTRALE

Il movimento politico sottolinea: “Dal Palazzo-fortino il sindaco tace: tra decreti ingiuntivi, conti opachi e fuga dei cittadini”

di REDAZIONE

–  CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) –  17 LUGLIO 2025 –  “C’è un dato su cui non si può più sorvolare: a Chiaravalle regna il caos. Un caos non casuale, ma figlio di scelte precise o, peggio ancora, di un immobilismo calcolato”. A denunciarlo pubblicamente è il Movimento Civico “Radici e Ali”, che lancia un j’accuse senza mezzi termini contro l’amministrazione guidata dal sindaco Domenico Donato.

Secondo i rappresentanti del movimento, il sindaco avrebbe “trasformato il Municipio – guarda caso situato in via Castello – in un vero e proprio fortino”. “Altro che casa dei cittadini: oggi il Palazzo di Città sembra piuttosto un rifugio blindato dove Donato si è trincerato per sfuggire al confronto, barricandosi dietro silenzi e porte chiuse”.

Ma il silenzio non copre il rumore dei problemi. Primo fra tutti, la gestione economica del Comune. “Perché – chiede Radici e Ali – il sindaco non ha mai voluto convocare un tavolo trasparente con tutte le forze politiche e i responsabili degli uffici per delineare un quadro chiaro della situazione debitoria?” Una domanda che pesa come un macigno, soprattutto in un momento in cui Chiaravalle è stretta tra due fuochi: da una parte un bilancio formalmente attivo, dall’altra i creditori che si presentano quotidianamente con decreti ingiuntivi alla mano.

E proprio sui decreti ingiuntivi esplode la polemica più rovente. Nei giorni scorsi è arrivata una mazzata da 250 mila euro. Il Movimento civico chiede pubblicamente chi si assumerà la responsabilità della mancata opposizione nei termini di legge a questo decreto. Silenzio anche qui. Nessuna spiegazione. Nessuna assunzione di responsabilità. Il rischio? “Che paghino soprattutto i cittadini”.

Come se non bastasse, a questo scenario già inquietante si aggiunge la totale assenza dell’amministrazione su temi chiave per il futuro di Chiaravalle. “Il paese – denunciano i rappresentanti di Radici e Ali – rischia di crollare sotto i 5 mila abitanti già alle prossime elezioni comunali. Una fuga inarrestabile di giovani, famiglie, risorse umane”.

E mentre Chiaravalle si svuota e si impoverisce, il sindaco Donato – provocano causticamente dal movimento – sembra avere altre priorità: “Se il problema principale che tiene impegnato il primo cittadino è stabilire se dare o no l’assessorato a Franzé o come convincere Fera a uscire dalla giunta, allora siamo messi davvero bene.”

Ironia amara, che fotografa con lucidità “un’amministrazione sempre più chiusa in se stessa, incapace di dare risposte alla comunità, ma abilissima a giocare alle poltrone”. “Se questa è la politica locale – conclude la nota – forse a via Castello non serve un sindaco. Basta un custode del fortino”.