CALABRIA TRAVOLTA DAL MARE COME UN PALAZZO DI QUATTRO PIANI: L’EVENTO SECOLARE SENZA VITTIME CHE ORA METTE ALLA PROVA LO STATO
Onde fino a 9,5 metri, venti oltre i 110 km/h e piogge concentrate in poche ore. Il capo della Protezione civile Ciciliano certifica la gravità dell’evento ma rivendica il dato chiave: nessun morto né ferito. Avviato l’iter per lo stato di emergenza nazionale
di REDAZIONE – Foto: ANSA.IT CALABRIA
– PRESERRE (CZ) – 22 GENNAIO 2026 – La Calabria, e in particolare le sue coste ioniche, è stata investita da un’ondata di maltempo senza precedenti, descritta dagli esperti come un evento secolare. In poche ore si è concentrata una quantità di pioggia equivalente a quella che normalmente cade in otto mesi, mentre raffiche di vento hanno superato i 110 chilometri orari. Ma a segnare in modo indelebile il territorio è stato soprattutto il mare: onde alte fino a nove metri e mezzo che, per ore, si sono abbattute sui litorali come un muro d’acqua.
A certificare la portata del fenomeno è stato il capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile, Fabio Ciciliano, al termine di un sopralluogo nel quartiere Lido di Catanzaro, tra le zone più colpite. “Parliamo di una massa d’acqua paragonabile a un palazzo di quattro piani che si è abbattuta sulle coste per diverse ore”, ha spiegato, sintetizzando l’energia sprigionata dal mare.
Il dato che ribalta il racconto del disastro
Nel bilancio di un evento naturale di questa intensità, c’è un elemento che cambia radicalmente la prospettiva. Ed è quello su cui Ciciliano ha insistito pubblicamente. “Voglio esprimere un sentimento di orgoglio dopo un evento così devastante, perché ciò che non è accaduto è fondamentale: non abbiamo avuto nessuna perdita, nessun morto, nessun ferito”, ha dichiarato al termine del sopralluogo.
Un risultato che, considerata la violenza del maltempo che ha colpito il Sud Italia per più giorni, non era affatto scontato. “Eppure tutto il sistema ha funzionato”, ha aggiunto il capo della Protezione civile, rivendicando la tenuta della macchina dell’emergenza di fronte a un evento definito fuori scala.
La risposta delle istituzioni e la prevenzione
Nel ricostruire quanto accaduto, Ciciliano ha sottolineato il ruolo della catena istituzionale, dal livello locale a quello nazionale. “Dal Comune, con il sindaco quale autorità locale di protezione civile, passando per le Prefetture, fino al livello regionale e all’Unità di crisi del Dipartimento nazionale, tutti hanno lavorato nella stessa direzione”, ha affermato.
Una risposta fondata su previsione e prevenzione, che ha prodotto anche un effetto sociale inusuale. “Si è verificata una situazione insolita: cittadini con il fango ancora agli stivali, impegnati a rimettere in piedi le proprie attività, che ringraziano le istituzioni”, ha raccontato, restituendo l’immagine di un’emergenza affrontata con organizzazione e senza panico diffuso.
Danni ingenti e l’incognita della stagione estiva
Il maltempo ha colpito duramente non solo la Calabria, ma anche Sicilia e Sardegna, territori con una forte vocazione turistica. Ed è proprio questo uno dei nodi più delicati. “È indispensabile intervenire subito per ripristinare le condizioni necessarie, perché la stagione estiva è alle porte ed è questo il periodo in cui si prepara”, ha avvertito Ciciliano.
Le immagini dei litorali devastati e delle infrastrutture danneggiate rendono evidente che il tema dei danni economici sarà centrale nelle prossime settimane, mentre le amministrazioni locali iniziano a fare i conti con la portata reale dell’impatto.
Verso lo stato di emergenza nazionale
Sul piano istituzionale, il percorso è già avviato. “Si sta lavorando verso la dichiarazione dello stato di emergenza”, ha confermato il capo della Protezione civile, spiegando che la sua presenza in Calabria serve anche a semplificare le attività istruttorie necessarie affinché il Consiglio dei Ministri possa deliberare “nel modo più ampio possibile”.
Durante un sorvolo in elicottero lungo la costa calabrese fino al sud del Reggino, Ciciliano ha potuto osservare direttamente “la forza dell’energia sprigionata dal mare e i danni alle infrastrutture”. La quantificazione dei danni, ha precisato, spetterà alla Regione attraverso sopralluoghi congiunti, mentre gli interventi operativi saranno definiti con le ordinanze di Protezione civile successive alla dichiarazione dello stato di emergenza.
“Il primo obiettivo di un sistema di protezione civile maturo è la salvaguardia assoluta della vita umana. Tutto il resto viene dopo”, ha concluso Ciciliano, annunciando che l’ordinanza sarà firmata immediatamente dopo la proclamazione dello stato di emergenza nazionale.

















