La prima serata dedicata alla sclerosi multipla tra testimonianze, informazione e ricerca. Sul palco AISM, la dott.ssa Stefania Barone e la direttrice artistica Rosalba Fusto: “Oggi le nuove terapie aprono possibilità importanti per il futuro dei pazienti”
di REDAZIONE
– BORGIA (CZ) – 2 SETTEMBRE 2026 – Ci sono storie che il cinema racconta sul grande schermo e altre che, invece, chiedono di essere ascoltate direttamente dalla voce di chi le vive ogni giorno. È stato questo il significato del momento dedicato alla sclerosi multipla durante la serata inaugurale della X edizione 2026 del Borgia Film Festival, festival internazionale del cortometraggio.
In occasione di questo importante traguardo, il Festival, sotto la direzione artistica della dott.ssa Rosalba Fusto, ha scelto di aprire il proprio decimo capitolo con una riflessione capace di unire cinema, cultura, salute e impegno sociale, portando al centro dell’attenzione una patologia che coinvolge tante persone e che ancora oggi richiede informazione, conoscenza e sensibilizzazione.
La scelta di dedicare uno spazio così significativo alla sclerosi multipla nasce dalla volontà della direzione artistica di utilizzare il linguaggio del cinema non soltanto come forma di intrattenimento, ma anche come strumento di dialogo, inclusione e consapevolezza. Un modo per trasformare il Festival in un luogo capace di accogliere storie e tematiche che riguardano da vicino la comunità e il territorio.
Sul palco sono intervenuti Rosalba Fusto, direttrice artistica del Borgia Film Festival, Angela Martino, consigliere nazionale e past president nazionale AISM, Salvatore Lico, presidente della sede regionale AISM Calabria, Angela Gaetano, presidente della sezione provinciale AISM Catanzaro, e la dott.ssa Stefania Barone, dirigente medico neurologo dell’AOU Dulbecco, presidio di Germaneto Mater Domini.
Il confronto non si è limitato a parlare della malattia, ma ha dato spazio soprattutto alle persone e alle loro storie. Durante la serata sono state condivise alcune testimonianze di persone che convivono con la sclerosi multipla, accompagnate dalla proiezione di un breve filmato che ha permesso al pubblico di avvicinarsi ancora di più alla quotidianità di chi affronta questa patologia.
Volti, esperienze e percorsi di vita hanno restituito così una dimensione concreta a una realtà che spesso rischia di essere conosciuta soltanto attraverso termini medici e statistiche.
La serata ha visto anche il patrocinio di AISM, a testimonianza dell’importanza di promuovere informazione, sensibilizzazione e consapevolezza sulla sclerosi multipla e sui bisogni delle persone che convivono con la patologia. La presenza dei rappresentanti dell’associazione ha arricchito il confronto, portando sul palco il punto di vista di chi da anni è impegnato al fianco delle persone con sclerosi multipla e delle loro famiglie.
Particolarmente significativo è stato il contributo della dott.ssa Stefania Barone, che, attraverso la propria esperienza di neurologo e il contatto quotidiano con i pazienti, ha posto l’accento sui progressi compiuti dalla medicina e sull’importanza della ricerca.
Le nuove terapie disponibili stanno infatti modificando le prospettive delle persone con sclerosi multipla, offrendo possibilità che fino a qualche anno fa erano difficili da immaginare. Un cambiamento particolarmente importante per i pazienti più giovani, spesso nel pieno dell’età progettuale, quando si compiono scelte decisive per il proprio futuro: dal lavoro alla costruzione di una famiglia.

Anche rispetto alla possibilità di progettare una gravidanza e diventare genitori, l’evoluzione delle terapie e delle conoscenze mediche consente oggi di affrontare questi percorsi con maggiore consapevolezza e con strumenti terapeutici sempre più personalizzati, naturalmente attraverso il confronto con gli specialisti e un’attenta pianificazione del percorso di cura.
È proprio qui che la ricerca assume un valore che va oltre il dato scientifico: significa offrire alle persone la possibilità di continuare a immaginare e costruire il proprio futuro.
Il messaggio emerso dal confronto è stato quindi chiaro: la sclerosi multipla non può essere raccontata soltanto come una diagnosi. Dietro la malattia ci sono persone, progetti, desideri, famiglie e percorsi di vita che meritano di essere accompagnati e sostenuti.
La serata del Borgia Film Festival ha così trasformato il palco in un luogo di ascolto e partecipazione, dimostrando come il cinema possa diventare uno strumento capace di avvicinare il pubblico a realtà spesso poco conosciute, stimolare domande e creare consapevolezza.
Per Rosalba Fusto, ideatrice del Festival, il cinema rappresenta infatti anche un’occasione per creare ponti tra la cultura e le tematiche sociali, dando voce a esperienze che meritano attenzione e contribuendo a costruire una maggiore sensibilità collettiva.
La scelta di dedicare questo momento proprio all’inizio della decima edizione assume quindi un significato particolare. Dieci anni di festival non rappresentano soltanto un anniversario da celebrare, ma anche un’occasione per ribadire il ruolo della cultura come strumento di dialogo con il territorio e con la società.
Perché andare oltre lo schermo significa anche questo: fermarsi davanti a una storia, ascoltarla e comprendere che, dietro ogni malattia, prima ancora che un paziente, c’è una persona con una vita da vivere e un futuro da progettare.
E il Borgia Film Festival, nella sua X edizione, ha scelto di cominciare proprio da qui.