L’Ispettorato del lavoro di Catanzaro-Crotone scopre gravi irregolarità: multa salatissima per sfruttamento e rischi sicurezza
di REDAZIONE
– PRESERRE (CZ) – 28 LUGLIO 2025 – Un nuovo, incisivo intervento dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Catanzaro-Crotone ha scosso il settore edilizio calabrese. Gli ispettori ordinari e tecnici, operando sotto la direzione della dirigente Annarita Carnuccio, hanno effettuato un sopralluogo mirato in un cantiere edile nel comune di Maida, portando alla luce un quadro preoccupante di irregolarità.
Lavoro nero e mancanza di tutele: il cuore delle violazioni
Nel corso dell’ispezione, sono stati identificati cinque lavoratori impegnati nelle operazioni. La verifica ha rivelato una situazione di grave precarietà: quattro di questi operai sono risultati occupati in nero, completamente privi di qualsiasi tutela contrattuale e previdenziale. Tra i lavoratori irregolari, si è riscontrata la presenza di tre cittadini extracomunitari, un dato che evidenzia una vulnerabilità ancora maggiore per questi soggetti. La gravità delle irregolarità non ha lasciato spazio a dubbi. Poiché la percentuale di lavoratori non dichiarati superava di gran lunga la soglia del 10% della forza lavoro impiegata, è stata disposta l’immediata sospensione dell’attività imprenditoriale. Per poter riprendere le lavorazioni, il datore di lavoro è ora obbligato a regolarizzare subito i rapporti di lavoro con tutti i dipendenti coinvolti.
Sicurezza a rischio: mancanze gravi in cantiere
Le problematiche riscontrate non si sono limitate all’aspetto contrattuale. Gravi violazioni sono state accertate anche sotto il profilo della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, un’area dove il rispetto delle normative è di vitale importanza. Tra le mancanze più rilevanti emerse dal controllo, spicca l’assenza delle protezioni contro il rischio di cadute dall’alto, un pericolo primario e purtroppo frequente nei cantieri edili. A ciò si aggiunge la mancata redazione del Piano Operativo di Sicurezza (POS), un documento obbligatorio per legge che definisce le misure di prevenzione e protezione da adottare in cantiere.
Le sanzioni
L’esito degli accertamenti si è tradotto in un conto molto salato per l’azienda. È stata comminata una sanzione immediata di 8.000 euro per la sospensione dell’attività. A questa si sommano quattro maxi sanzioni per lavoro sommerso, ciascuna fino a 3.900 euro, e ben nove prescrizioni relative alla sicurezza sul lavoro, che impongono all’azienda di adeguarsi alle normative vigenti.
Il totale complessivo delle sanzioni ammonta a oltre 55.000 euro, un chiaro segnale della ferma volontà dell’Ispettorato del Lavoro di contrastare con decisione lo sfruttamento e l’inosservanza delle norme di sicurezza.