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BILANCIO 2025–2027 A CHIARAVALLE CENTRALE, L’OPPOSIZIONE SBOTTA: «DOCUMENTAZIONE MAI RICEVUTA»

I consiglieri comunali Foti, Rauti e Maida scrivono al sindaco e al prefetto: “Vogliamo comprendere e verificare tutti i singoli capitoli di entrata e di spesa”

di REDAZIONE

– CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) –  27 AGOSTO 2025 –La minoranza consiliare di Chiaravalle Centrale chiede conto delle ultime variazioni al bilancio comunale 2025–2027, approvate il 29 luglio scorso.

«La documentazione relativa alla variazione di bilancio, necessaria per comprendere e verificare in quali specifici capitoli di spesa confluiranno le nuove entrate, non è mai stata trasmessa né messa a disposizione dei consiglieri comunali, né prima né durante la seduta consiliare», dichiarano in una nota i consiglieri Claudio Foti, Giuseppe Rauti e Vito Maida.

Nel mirino finisce in particolare l’accertamento IMU da 522 mila euro. «Nel corso della seduta – ricordano i consiglieri – il Responsabile del Settore Finanziario ha comunicato che la somma complessiva sarà così distribuita: 264 mila euro per l’annualità 2025, 241.500 euro per il 2026 e 16.500 euro per il 2027. Ma a oggi non abbiamo alcun riscontro ufficiale su come verranno impiegate queste risorse».

Da qui la richiesta formale, indirizzata al sindaco e per conoscenza al prefetto di Catanzaro, oltre che a giunta e segretario comunale. «L’esame puntuale del bilancio comunale, distinto per singoli capitoli di entrata e di spesa – sottolineano Foti, Rauti e Maida – costituisce presupposto imprescindibile per l’esercizio delle funzioni di indirizzo e controllo attribuite ai consiglieri comunali».

E la conclusione è netta: «Chiediamo la trasmissione, in formato digitale, del bilancio comunale 2025–2027 dettagliato e analitico, comprensivo delle variazioni approvate e del successivo assestamento. Solo così potremo svolgere con responsabilità e trasparenza il nostro mandato».

La mancata trasparenza nella trasmissione dei documenti di bilancio comporta implicazioni rilevanti sotto il profilo istituzionale e contabile. In primo luogo, priva i consiglieri comunali della possibilità di esercitare pienamente le loro funzioni di controllo e indirizzo politico-amministrativo, previste dal Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000). In secondo luogo, ostacola la tracciabilità dell’impiego delle risorse pubbliche, rendendo difficile verificare la corrispondenza tra variazioni approvate e reale destinazione dei fondi. Tale deficit di chiarezza può generare rischi di contenzioso, segnalazioni agli organi di vigilanza e perdita di credibilità dell’ente, oltre a compromettere la corretta programmazione finanziaria e la capacità di rendicontare in maniera trasparente ai cittadini.

In termini pratici, la non disponibilità del bilancio capitolo per capitolo impedisce di capire se le entrate straordinarie siano state destinate a spese correnti, investimenti o copertura di disavanzi, con potenziali effetti distorsivi sull’equilibrio di bilancio e sulla tenuta complessiva della finanza comunale.

Una mancata chiarezza che, secondo la minoranza, non sarebbe solo frutto di leggerezza amministrativa. «Il sospetto – sussurrano i consiglieri – è che ci sia una precisa volontà di non fornire i dettagli per mantenere un margine di ambiguità su come e dove realmente finiranno i soldi».