BADOLATO E L’UTOPIA POSSIBILE: QUANDO L’ARTE SCENDE IN STRADA E RICUCE IL SENSO DI UNA COMUNITÀ
Per oltre trent’anni il borgo ha ospitato performance, dialoghi poetici e azioni collettive che hanno coinvolto abitanti e viaggiatori, trasformando la cultura in un esercizio quotidiano di ascolto e appartenenza
di Salvatore CONDITO
– BADOLATO (CZ) – 7 GIUGNO 2026 – Badolato al centro di operazioni artistiche di memoria e identità, provocazioni messaggi per alimentare il senso di appartenenza ad un territorio. Diversi gli artisti che nel corso degli anni hanno preso parte ad una serie di operazioni definite utopiche , ma cariche di profondo spessore umano, un cenobio artistico grazie al coinvolgimento di due pionieri Gianni Verdiglione Giovanna Sgambelluri che da questo borgo, crearono un vero circuito di iniziative uniche d’avanguardia, come la strada della poesia che ancora oggi , parla attraverso un lento lavoro dello Scultore Gianni Verdiglione che prosegue le sue performance , come i dialoghi poetici, veri e propri ‘concerti di poesia’ co il coinvolgimento di abitanti turisti che recitano poesie.
Un nuovo modo di concepire l’arte : artista colui che ‘contamina’ a e anima un borgo alla ricerca di percorsi di coinvolgimento sensoriale, oggi possiamo affermare senza ombra di essere smentiti che Badolato è un ‘laboratorio vivente’ niente convegni, presentazioni di libri , cerimonie , ma solo un semplice dialogo e ascolto delle persone. l’arte torna nelle strade nei bar nelle piazze. Gianni Verdiglione insieme a Giovanna Sgambelluri compagna scomparsa un anno fà, hanno creato un verso percorso artistico di ‘contaminazioni’ con operazioni artistiche itineranti nella costa ionica e tirreniche : l’Età dell’Oro a Soverato, i canti di Kullervo con un laboratorio di ceramica e centro minori a Zambrone , il Museo Civico a Taverna ed altri interventi in tutta la Calabria.
Oggi la memoria continua nelle provocazioni di Gianni Verdiglione artista puro pulito con l’animo da bambino che nella Sua badolato continua come gli antichi Greci a proteggere custodire la sua terra natia, contro ogni forma di oscurantismo , voglio ricordare come testimonianza un operazione cui partecipai nel 1997, a Badolato con l’Associazione culturale “La Radice” che organizzò un’operazione artistica per il ripopolamento del Borgo di Badolato.

Andammo tutti gli artisti e i soci dell’associazione casa per casa facendoci lasciare dagli abitanti la loro impronta digitale su un foglio dove c’era scritto un messaggio d’aiuto. I fogli furono imbottigliati e le bottiglie furono lanciate in mare. Lanciammo in mare 303 bottiglie quanto erano gli abitanti stabili del Borgo, in seguito arrivarono dalle coste degli stati del mediterraneo un sacco di lettere indirizzate all’associazione La Radice.
Il 26 dicembre del 1997 si arenò la nave Ararat sulla costa di Badolato. I migranti che trasportava furono ospitati a Soverato e nel Borgo, nacque una storia di solidarietà e accoglienza umana, si creò il primo ristorante etnico, una storia bellissima di integrazione , i calabresi un popolo che aiutò questi migranti sbarcati sulle nostre coste .
Quei bambini oggi adulti si sono integrati e vivono integrati nei paesi circostanti , questo mare queste colline che parlano di storia e civiltà antiche possono essere una speranza di un mondo nuovo dove l’accoglienza, l’ascolto possono essere un balsamo per guarire dall’abbandono e degrado che molti centri storici conoscono. Serve una rivoluzione culturale, Badolato con le sue provocazioni artistiche , rappresenta un nuovo Umanesimo, un risveglio delle coscienze un tornare bambini dove l’armonia e la pace possono essere una realtà non un utopia.

















