Conferenza stampa questa mattina: “Lavorare nella sanità pubblica significa appartenere a un’organizzazione nata per tutelare la salute e affrontare i problemi delle persone, che spesso si rivolgono a noi nei momenti di maggiore vulnerabilità e che, per questo, devono rappresentare la nostra priorità assoluta”
di REDAZIONE
– PRESERRE (CZ) – 22 SETTEMBRE 2026 – “Dopo tre anni mi accingo a lasciare la guida dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro. Sono stati anni intensi, durante i quali ho cercato di servire questo territorio con responsabilità, impegno, equilibrio e rispetto delle Istituzioni. Al termine di un mandato è naturale tracciare un bilancio. Il mio, tuttavia, non vuole essere soltanto un bilancio di numeri e risultati, ma soprattutto di un’esperienza umana, costruita attraverso l’incontro con le Comunità, con i loro bisogni e con le molte condizioni di fragilità presenti nel territorio. Chi vorrà approfondire l’attività svolta potrà consultare i dati pubblicati sul sito (https://www.asp.cz.it/news/comunicati-stampa/2026/09/22/il-commissario-antonio-battistini-traccia-il-bilancio-di-attivita-dopo-tre-anni-alla-guida-dell-azienda-sanitaria-provinciale-di-catanzaro-2173/ [1]) in maniera analitica e trasparente; desidero, tuttavia, richiamare alcuni risultati significativi”. E’ quanto affermato dal generale Antonio Battistini, che stamattina ha tracciato il bilancio di fine mandato da commissario dell’Asp di Catanzaro. Accanto a lui c’erano il Direttore Amministrativo Tiziana Ciuci e al Direttore Sanitario Antonio Gallucci.
Il valore complessivo della produzione aziendale
Battistini ha aggiunto: “Nel 2025 il valore complessivo della produzione aziendale è ulteriormente cresciuto del 3,7%, con circa 2,29 milioni di euro in più rispetto all’anno precedente. L’attività ambulatoriale ha registrato oltre 136 mila prestazioni aggiuntive e nei tre Distretti sono state erogate 58.405 prestazioni in più. Anche sul versante delle liste di attesa sono emersi segnali positivi: nove tipologie di prestazioni hanno registrato una riduzione dei tempi medi e, in sette casi, il miglioramento si è accompagnato a un aumento della produzione. Nel primo semestre del 2026, inoltre, il valore dei ricoveri è cresciuto di circa 982 mila euro rispetto allo stesso periodo del 2025, con risultati particolarmente rilevanti nei presìdi di Soverato e Soveria Mannelli. Abbiamo garantito un incremento significativo nella copertura delle postazioni di continuità assistenziale ed abbiamo arricchito il parco tecnologico dell’Azienda in modo importante: la piattaforma robotica Versius e l’apertura della sala di cardiologia interventistica sono solo due delle implementazioni realizzate. Ma il cambiamento dell’Azienda non si misura soltanto attraverso i dati di produzione. Abbiamo ereditato un’organizzazione nella quale si arrivavano a stampare quotidianamente fino a duecento PEC, lette nel pomeriggio e poi smistate. Gran parte dell’attività amministrativa si svolgeva ancora in forma cartacea, con grandi difficoltà nel ricostruire le filiere decisionali, le responsabilità e lo stato delle procedure. Oggi le attività sono digitalizzate, documentate e tracciabili. Non si tratta soltanto di un’evoluzione tecnologica, ma di un passo importante verso un’Azienda più moderna, trasparente e responsabile”.
Il grazie a istituzioni, sindacati e cittadini
Ha detto ancora Battistini: “Questi risultati appartengono a tutte le persone che lavorano nell’ASP. Ringrazio i medici, gli infermieri, gli operatori sanitari, i tecnici e il personale amministrativo che, spesso in condizioni difficili, hanno garantito la continuità dei servizi. Un ringraziamento particolare va al Direttore sanitario Antonio Gallucci e alla Direttrice amministrativa Tiziana Ciuci, che mi hanno affiancato con competenza, lealtà e sincera partecipazione. Ringrazio i Sindaci, interlocutori indispensabili per comprendere i bisogni delle comunità. Ho avuto il privilegio di incontrare Amministratori straordinari, capaci di spendersi senza riserve per i propri territori. Il confronto non è stato sempre semplice, ma è stato sempre necessario, franco e utile, e il loro supporto indispensabile. Un grazie altrettanto sentito va alle Associazioni dei malati e dei cittadini, interlocutori preziosi, capaci di rappresentare bisogni, diritti e aspettative che un’Azienda sanitaria ha il dovere di ascoltare. Ancora, grazie alle Organizzazioni Sindacali con le quali il dialogo è stato sempre leale, anche se talora aspro: sei anni di produttività arretrata retribuita in tre rappresentano un risultato di tutti, anche loro. Mi sono confrontato quotidianamente con le difficoltà di tanti cittadini. Non sempre siamo riusciti a dare risposte pienamente soddisfacenti e, per questo, sento il dovere di chiedere scusa. Posso però affermare, con serenità e convinzione, che l’impegno e la volontà di trovare una soluzione non sono mai mancati. Accanto ai risultati, restano tuttavia diverse criticità che non posso e non voglio nascondere. Ne ricordo tre. La prima riguarda la presa in carico delle fragilità. Le persone anziane, disabili, non autosufficienti o affette da più patologie anche oncologiche non possono essere lasciate sole a orientarsi tra servizi diversi. Occorre rafforzare l’integrazione tra le Aziende sanitarie e con i Comuni, medici di famiglia, assistenza domiciliare, ospedali e servizi sociali. La seconda riguarda gli screening oncologici. È necessario aumentare l’adesione, raggiungere chi non risponde agli inviti e garantire continuità tra prevenzione, approfondimento diagnostico e cura. Non basta offrire un servizio: bisogna mettere concretamente ogni cittadino nella condizione di poterne usufruire. La terza riguarda la formazione dei quadri aziendali e del personale non sanitario: una sanità efficiente ha bisogno anche di solide competenze amministrative, organizzative e digitali. Procedure lente, responsabilità poco chiare e informazioni incomplete hanno un costo invisibile e possono ostacolare l’accesso alle cure quanto la carenza di personale sanitario”.
“Appartenere a un’organizzazione”
Poi ha concluso: “Il PNRR rappresenta certamente una grande opportunità e le Case della Comunità, gli Ospedali di Comunità e le Centrali Operative Territoriali potranno avvicinare i servizi ai cittadini. Ma le nuove strutture avranno valore soltanto se saranno accompagnate da un autentico cambiamento organizzativo e culturale basato su ascolto e accoglienza, primi passi della presa in carico. In questi tre anni ho maturato un convincimento profondo: la sfida di un’Azienda sanitaria territoriale può essere vinta soltanto se tutti, dal primo all’ultimo dipendente, fanno proprio il significato autentico della parola “servizio”. Lavorare nella sanità pubblica significa appartenere a un’organizzazione nata per tutelare la salute e affrontare i problemi delle persone, che spesso si rivolgono a noi nei momenti di maggiore vulnerabilità e che, per questo, devono rappresentare la nostra priorità assoluta. Lascio la guida dell’ASP sapendo che è stato avviato un percorso, ma la strada più lunga resta ancora da fare: ognuno riceve un’Azienda, cerca di migliorarla e la consegna a chi verrà dopo. Alla dottoressa Maria Mariani, che mi succederà, rivolgo quindi i miei più sinceri auguri di buon lavoro. Il mio desiderio più grande è che l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, mantenendo lo stesso acronimo “ASP”, possa diventare sempre più una vera “Azienda per i Servizi alla Persona”, nel senso più pieno, concreto e autentico dell’espressione. Sono profondamente grato a questa terra e alle sue Comunità, così come sono grato al Presidente Roberto Occhiuto per la fiducia che mi ha accordato e rinnovato. E’stato un periodo intenso, difficile e bellissimo, che mi ha arricchito professionalmente, ma soprattutto umanamente. Porterò con me i volti, gli incontri, le difficoltà affrontate, i risultati raggiunti insieme. Lascio la guida dell’Azienda, ma non il legame con le persone che ho incontrato e con un territorio che, in questi tre anni, è diventato parte sostanziale della mia vita”.