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ASCENSIONE, AL SANTUARIO DI TORRE DI RUGGIERO IL PELLEGRINAGGIO DIOCESANO DIVENTA APPELLO A UNA FEDE AUTENTICA


Maniago scuote i fedeli: “Dio non si usa, si ascolta nel quotidiano. Non abbandona l’umanità, ma resta presente ogni giorno nella storia. Teniamo lontane le apparenze e avviciniamoci alla vita reale”

di REDAZIONE

 –  TORRE DI RUGGIERO (CZ) –  20 MAGGIO 2026 –   Una giornata di intensa partecipazione spirituale ha segnato il tradizionale pellegrinaggio diocesano al Santuario della Madonna delle Grazie di Torre di Ruggiero, appuntamento profondamente radicato nella vita ecclesiale dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace.

Nel clima solenne della festa dell’Ascensione del Signore, centinaia di fedeli hanno preso parte alla celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo, S.E. Mons. Claudio Maniago, vivendo un momento di comunione scandito dalla preghiera, dalla devozione mariana e dall’ascolto della Parola.

“Cristo non si allontana: è presente ovunque”

Al centro dell’omelia, il significato autentico dell’Ascensione. Mons. Maniago ha spiegato come il ritorno del Signore al Padre non coincida con un distacco dall’umanità, ma con una presenza nuova, universale e continua.

“Il Signore sparisce dalla vista dei suoi per essere più presente dappertutto”.

Richiamando il Vangelo di Matteo, l’arcivescovo ha sottolineato che Gesù affida ai discepoli una missione concreta: vivere il Vangelo dentro la storia, senza inseguire manifestazioni spettacolari o segni straordinari.

“Dio si manifesta nelle cose ordinarie, nella vita di tutti i giorni”.

Parole che hanno assunto il tono di un forte invito a riconoscere la presenza divina nella quotidianità, nelle relazioni, nelle prove e nelle speranze custodite nel cuore dell’uomo.

L’appello alla fede autentica

Particolarmente incisivo il passaggio dedicato alla verità della vita cristiana. Mons. Maniago ha messo in guardia da una religiosità superficiale o piegata agli interessi personali.

“Non si può usare Dio per i propri interessi”.

Un richiamo netto contro le contraddizioni tra pratiche esteriori e testimonianza evangelica, con l’invito a una fede capace di generare giustizia, bene comune e responsabilità personale.

“Il Signore ascolta la verità del nostro cuore”.

L’arcivescovo ha poi indicato nell’Eucaristia il segno vivo della presenza di Cristo nella Chiesa e nel cammino quotidiano dei credenti.

Maria indica ancora il Figlio al mondo

Nel contesto del pellegrinaggio mariano, Mons. Maniago ha infine richiamato il ruolo della Vergine Maria come guida della fede del popolo cristiano. Soffermandosi sull’immagine venerata nel santuario, ha evidenziato il gesto materno della Madonna che offre il Bambino allo sguardo dei fedeli.

“Questo è il Figlio di Dio, ascoltatelo”.

Un’immagine che, secondo il presule, continua ancora oggi a orientare il cammino della Chiesa verso Cristo.

Tradizione che unisce generazioni

Il pellegrinaggio di Torre di Ruggiero si conferma così una delle espressioni più vive della fede popolare calabrese: una tradizione che attraversa le generazioni e continua a custodire il senso dell’appartenenza ecclesiale attraverso la preghiera, la condivisione e la speranza.

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