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AMA CALABRIA, A LAMEZIA TERME UNA COMMOVENTE “STORIA DI UNA CAPINERA”


Una rappresentazione in cui il dolore e i conflitti interiori narrati nella struggente storia scritta da Giovanni Verga, sono stati mostrati con una grande forza interpretativa

di REDAZIONE 

–  LAMEZIA TERME (CZ) –  17 MARZO 2024 –  Toccante e dai tratti fortemente emotivi.

“Storia di una capinera”, con Enrico Guarneri e Nadia De Luca, andata in scena ieri sera al Teatro Grandinetti Comunale di Lamezia Terme, nella stagione teatrale di AMA Calabria, è stata tutto questo.

Una rappresentazione in cui il dolore e i conflitti interiori narrati nella struggente storia scritta da Giovanni Verga, sono stati mostrati con una grande forza interpretativa.

Le certezze e i continui dubbi dei protagonisti fanno un continuo cross-over.

Sono numerosi gli interrogativi che ci si pone al cospetto di questo capolavoro verghiano. La capacità del regista Guglielmo Ferro è stata quella di trovare una attenta chiave di lettura; un tentativo riuscito di mantenere viva la drammaticità del racconto, privo di inutili tentativi di apportare sterili innovazioni, ma con una precisa volontà di cogliere e rappresentare lo spirito originale dell’opera.

L’apertura del sipario ha introdotto nell’ambiente cupo di un convento benedettino, luogo in cui Maria (Nadia De Luca) si trova dall’età di sette anni.

Una decisione presa dal padre Giuseppe Vizzini (Enrico Guarneri) nel momento in cui ha ritenuto di essere incapace di crescere la figlia.

Una clausura divenuta simile a una prigionia, rifiutata dalla donna quando, al momento del suo ritorno a casa nel periodo in cui in Sicilia si è diffuso il colera, scopre di essersi innamorata di un uomo.

Una sensazione nuova e troppo forte che segnerà il suo destino, che ancora vede suo padre protagonista.

Una passione fino ad allora sconosciuta, che la travolge completamente e della quale ha paura.

Unitamente alla gioia di aver ritrovato la libertà che le era stata negata, Maria vive il suo amore per Nino tra mille tormenti, pur nella certezza che tutto quello che stava provando non avrebbe mai potuto viverlo restando nel convento.

Una felice scoperta che confessa attraverso le lettere che indirizza alla sua amica Marianna, novizia come lei.

Un lento e progressivo ritorno alla vita che non conosceva, fatta di spensieratezza e di nuove scoperte.

Il cambiamento di Maria è stato intuito da Agata, sua matrigna che convince il padre a riportare la ragazza dalle suore, negandole in maniera definitiva di vivere una vita più soddisfacente per lei.

La passione domina l’intera narrazione di “Storia di una capinera”.

E’ quella che Enrico GuarneriNadia De Luca e l’intera Compagnia aggiungono alla storia.

Guarneri è convincente nei suoi monologhi nei quali descrive i suoi dubbi, si convince di volute certezze, mostrando un animo molto tormentato.

Al centro della scena o seduto nella penombra davanti alla sua scrivania, intento a scrivere, la sua presenza è costante, anche nei momenti in cui la vicenda si svolge nel convento.

Una scelta del regista per rendere più fluida l’intera narrazione.

Nadia De Luca, si è perfettamente calata nei panni di Maria.

Ha conquistato il pubblico con le sue umane debolezze, mettendo in risalto la mancanza di quel moto di ribellione che avrebbe cambiato il suo destino e sacrificandosi per il bene della famiglia.

La sua interpretazione è stata resa ancora più intensa grazie a una mimica facciale che alterna momenti di profonda tristezza e sconforto ad altri di gioia, conferendo al suo personaggio la giusta dimensione.

Accanto ai due protagonisti un cast eccellente formato da Rosario Marco Amato, Verdiana Barbagallo, Federica Breci, Alessandra Falci, Elisa Franco, Loredana Marino, Liborio Natali, ed Emanuela Muni.

Una presenza importante al centro di una storia che ha visibilmente commosso il pubblico.

Il monologo appassionato di Enrico Guarneri è stato l’atto conclusivo di “Storia di una capinera”, che ha ricevuto un interminabile caloroso applauso

“Storia di una capinera” è stata replicata ieri sera all’Auditorium Casa della Pace “Angelo Frammartino” di Caulonia, alle ore 21 

L’evento è finanziato con risorse PSC Piano di Sviluppo e Coesione 6.02.02 erogate ad esito dell’Avviso “per il finanziamento di Programmi di Distribuzione Teatrale” dalla Regione Calabria – Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura.

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