«ALLARME NELLA NOTTE A DUBAI»: IL RACCONTO DELLA STUDENTESSA CTANZARESE RIENTRATA DOPO I GIORNI DI TENSIONE
Dal bunker con 200 studenti al ritorno tra i banchi del liceo Galluppi di Catanzaro: “Sembrava la scena di un film”. Scuola e istituzioni accolgono Vittoria dopo l’esperienza negli Emirati durante l’escalation in Medio Oriente
di REDAZIONE
– CATANZARO – 11 MARZO 2026 – È tornata tra i banchi di scuola dopo giorni che difficilmente dimenticherà. Vittoria Sigillò, studentessa del liceo classico Galluppi di Catanzaro, è rientrata in Calabria mercoledì scorso da Dubai, dove era rimasta bloccata per alcuni giorni a causa dello scoppio del conflitto in Medio Oriente.
Venerdì ha ripreso regolarmente le lezioni. Oggi, invece, l’istituto ha voluto trasformare il suo ritorno in un momento pubblico di accoglienza e riflessione, organizzando un incontro con studenti e docenti alla presenza del prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa e dell’assessora regionale all’Istruzione e alle Politiche giovanili Eulalia Micheli.
“La prima sera sembrava la scena di un film”
Davanti ai compagni di scuola, la studentessa ha raccontato i momenti vissuti negli Emirati Arabi Uniti, dove si trovava per partecipare a un progetto formativo del World Student Connection.
“La prima sera sembrava la scena di un film”, ha ricordato. “Eravamo tutti insieme e stavamo andando a dormire quando è arrivato l’allarme. Non sapevamo cosa fare né dove andare”.
Dopo i primi momenti di smarrimento, il gruppo è stato guidato dall’organizzazione e dai tutor verso i rifugi: “Fortunatamente l’agenzia ci ha aiutato e siamo scesi nei bunker. Durante la notte arrivavano continuamente notifiche: prima quelle di allarme e poi i messaggi del governo che ringraziavano per la collaborazione”.
Un’esperienza che la ragazza definisce intensa e difficile da immaginare prima di viverla: “Entrare nei bunker è stato molto forte. C’eravamo noi, circa duecento studenti, insieme ai turisti. Tutti nella stessa situazione”.
Nei rifugi insieme ai turisti: “Una scena straziante”
Tra i ricordi più duri c’è l’incontro con persone di altre nazionalità che cercavano una via per lasciare il Paese: “È stato straziante vedere persone di altri Paesi chiedere ai nostri tutor se potessero partire con noi sull’aereo italiano per essere rimpatriati”.
La studentessa racconta di aver visto solo raramente bombe, razzi o detriti, ma il clima di tensione era evidente: “Mi considero comunque fortunata. È stata un’esperienza forte, che non ti aspetti soprattutto in un Paese considerato sicuro come gli Emirati”.
L’accoglienza della scuola e delle istituzioni
La scuola ha voluto celebrare il rientro con un incontro ufficiale. L’assessora regionale Eulalia Micheli ha spiegato la ragione della sua presenza: “Sono venuta per conoscere la studentessa del Galluppi che ha vissuto una brutta esperienza alla fine di un percorso formativo. Era giusto dimostrare vicinanza e sostegno a questi ragazzi”.
Secondo Micheli, il viaggio nato come opportunità di formazione si è trasformato improvvisamente in una prova inattesa: “Grazie alla collaborazione di tutti, la situazione si è conclusa nel migliore dei modi”.
Il prefetto: “Ho fatto solo il mio dovere”
Presente anche il prefetto Castrese De Rosa, che ha contribuito a favorire il rapido rientro degli studenti: “Ho accolto volentieri l’invito della dirigente scolastica. Sono qui per dire a Vittoria: ben tornata tra noi”.Il prefetto ha ridimensionato il proprio ruolo: “Non ho fatto nulla di particolare, ho fatto soltanto il mio dovere per favorire il celere rientro. Parliamo di studenti minorenni, quindi è comprensibile la preoccupazione di genitori e ragazzi”.
La dirigente: “Un viaggio di formazione diventato prova di coraggio”
Soddisfazione anche nelle parole della dirigente del convitto Galluppi Cinzia Scozzafava, che ha voluto trasformare l’episodio in un momento di condivisione per tutta la comunità scolastica: “Sono felice e orgogliosa di poter raccontare questa esperienza a lieto fine. Doveva essere un semplice viaggio di formazione ma ha avuto un momento di grande agitazione”.
Poi il messaggio finale alla studentessa: “Oggi siamo qui per festeggiare il ritorno a casa della nostra alunna, che per fortuna è riuscita a rientrare sana e salva”.

















