Telefonata anonima alla questura, evacuata via Roma. studenti e residenti fatti uscire dagli edifici. Dopo i controlli della polizia, la strada viene riaperta. Indagine per procurato allarme
di REDAZIONE
– REGGIO CALABRIA – 8 MARZO 2026 – Momenti di tensione nel centro di Reggio Calabria, dove nella serata di ieri è scattato un allarme bomba in via Roma, nella zona della residenza universitaria dell’Università Mediterranea, a poche centinaia di metri da piazza De Nava e dal Museo Archeologico Nazionale che custodisce i celebri Bronzi di Riace.
Tutto è iniziato con una telefonata anonima alla Questura: una voce non identificata ha segnalato la presenza di un presunto ordigno all’interno della struttura universitaria.
L’allarme ha immediatamente attivato il dispositivo di sicurezza. Sul posto sono intervenute le Volanti della polizia di Stato e la polizia locale, che hanno disposto la chiusura al traffico della strada e l’evacuazione dell’edificio.
Evacuati studenti, residenti e un ristorante
Per precauzione non è stata fatta evacuare soltanto la residenza degli studenti, ma anche gli appartamenti vicini e un locale di ristorazione situato nella stessa area.
«Abbiamo applicato tutte le procedure previste per situazioni di possibile rischio – spiegano fonti delle forze dell’ordine – mettendo in sicurezza l’area e allontanando le persone presenti negli edifici».
La zona è rimasta isolata per diverse ore mentre gli agenti effettuavano i primi controlli.
I controlli degli artificieri: nessuna bomba
Con l’arrivo degli artificieri, le verifiche si sono concentrate all’interno e nei pressi della residenza universitaria.
Dagli accertamenti, però, non è emerso nulla di sospetto. Dopo un’attenta ispezione gli specialisti hanno escluso la presenza di qualsiasi ordigno.
Al termine delle operazioni la situazione è tornata alla normalità: via Roma è stata riaperta al traffico e studenti e residenti sono rientrati nelle abitazioni.
Indagine per procurato allarme
Resta ora da chiarire l’origine della segnalazione. Il sostituto procuratore di turno, informato dell’accaduto, ha avviato un’indagine per individuare l’autore della telefonata.
Gli investigatori ipotizzano il reato di procurato allarme, mentre sono in corso verifiche sui sistemi telefonici per rintracciare il responsabile della chiamata anonima.