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ALLARME AGRICOLTURA, COPAGRI AVVERTE: “LA CALABRIA TREMA PER I TAGLI PAC, ROMA PROMETTE BATTAGLIA

Il presidente regionale Macrì: “Il futuro delle campagne calabresi è a rischio. Tra tagli paventati e un inaccettabile fondo unico, il settore primario chiede a gran voce sostegno e protezione”. Il Ministro Lollobrigida si schiera al fianco degli agricoltori

di REDAZIONE 

– PRESERRE (CZ) –  12 LUGLIO 2025 – Il presidente di Copagri Calabria, Francesco Macrì, ha espresso profonda inquietudine al suo rientro da Roma. Nonostante il successo di un vertice cruciale sulla PAC (Politica Agricola Comune), la prospettiva di una riduzione degli aiuti incombe come una minaccia sulla già precaria struttura delle aziende agricole calabresi. Macrì è categorico: un eventuale taglio finanziario potrebbe inferire un colpo letale a un settore già in difficoltà, rendendo indispensabile un intervento deciso a ogni livello. Le sue parole riecheggiano un allarme diffuso, sottolineando come la sopravvivenza stessa di molte realtà agricole regionali dipenda da un sostegno economico costante e mirato.

Fondo unico e tagli: la battaglia europea di Copagri

La preoccupazione non è solo regionale. Tommaso Battista, presidente nazionale di Copagri, ha ribadito con forza l’opposizione all’idea che le risorse della PAC possano confluire in un fondo unico. Questa posizione, condivisa da ben 18 nazioni e dal Parlamento Europeo (risoluzione del 7 maggio 2025), evidenzia il rischio di snaturare la funzione e l’efficacia degli aiuti agricoli. Battista ha sottolineato l’impegno diplomatico di Copagri per evitare un ritorno alle proteste degli agricoltori europei del 2024, sottolineando come la proposta di un fondo unico – mascherata da semplificazione – celi in realtà un “compromesso inaccettabile” che rischia di depotenziare la tutela degli agricoltori. Non solo il fondo unico, ma anche i ventilati tagli del 20% alle risorse PAC sono stati respinti con fermezza, con Copagri che invoca un bilancio più consistente e specifico per la PAC nel prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP). A ciò si aggiunge la richiesta di finanziamenti aggiuntivi, al di fuori della PAC, per far fronte agli effetti del cambiamento climatico e alle catastrofi naturali.

La Psc del futuro: sostegno, semplificazione e reciprocità

Per Copagri, la PAC post 2027 deve mantenere saldo il sostegno al reddito degli agricoltori. Tuttavia, tale sostegno dovrà essere mirato agli agricoltori attivi e professionali, con una particolare attenzione a coloro che operano in zone montane e svantaggiate, ai piccoli agricoltori e ai giovani, indipendentemente dalle dimensioni aziendali. Battista ha annunciato un documento programmatico che proporrà maggiore attenzione al ricambio generazionale, alla garanzia del reddito per tutti gli agricoltori e, cruciale, alla semplificazione burocratica. Un altro punto fondamentale sarà la richiesta di reciprocità e l’applicazione di dazi antidumping per le importazioni nei prossimi anni.

Lollobrigida: “L’Italia non arretra sulla Pac”

Il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha rassicurato il settore durante l’evento Copagri, ribadendo la ferma opposizione del governo italiano a qualsiasi ipotesi di accorpamento della PAC in un fondo unico. “Non possiamo accettare che venga snaturata,” ha dichiarato il Ministro, sottolineando l’importanza di una PAC “autonoma, forte, pensata per garantire il presidio del territorio, la produzione di qualità e la tutela dell’ambiente.” L’iniziativa di Copagri ha messo in luce la necessità di politiche europee robuste per sostenere gli agricoltori in un’era di profonde trasformazioni. Lollobrigida ha inoltre evidenziato come una PAC solida sia essenziale per la sovranità alimentare e per contrastare lo spopolamento delle aree interne. Il Sottosegretario Patrizio La Pietra ha rafforzato il messaggio, confermando la piena sintonia tra Copagri e il governo Meloni sulla centralità della PAC.

Il grido della Calabria: sostenere per attrarre

Il presidente Macrì ha concluso sottolineando le gravi conseguenze che i tagli potrebbero avere sulle aziende calabresi. Invece di indebolirle, ha ribadito la necessità di “rafforzarle sempre di più, facendole diventare ancora più attrattive per i tanti giovani, in una regione come la Calabria con rare opportunità di lavoro ma a forte vocazione agricola.” Un appello vibrante a investire nel futuro del territorio.