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AI DISTRATTI CUSTODI DELLA LEGALITÀ (E DEL RISPETTO PER L’AMBIENTE)


Riceviamo e pubblichiamo:

– PRESERRE (CZ) –  2 GIUGNO 2026 –  «Non si può certo dire che manchino leggi per la cura dell’ambiente e del verde urbano.

Il taglio e la potatura indiscriminati durante il periodo di nidificazione (marzo-agosto) costituiscono una grave minaccia per la biodiversità.

Tale pratica è vietata a livello nazionale ed europeo. [1, 2] L’art. 21 della legge naz.le 157/92 vieta espressamente di «distruggere o danneggiare deliberatamente nidi e uova, nonché disturbare le specie protette di uccelli». Nei casi più gravi, la distruzione di un nido con presenza di pulcini può configurare un reato punito dal codice penale. La tutela è inoltre rafforzata a livello europeo dalla direttiva 79/409/CEE, che proibisce la rimozione e il danneggiamento dei nidi. Chi non osserva tale prescrizione può incorrere in un grave reato per maltrattamento animale secondo l’Art. 544 ter del codice penale.

In Calabria, capitozzature e potature drastiche sono vietate. La Legge Regionale n. 7/2024 vieta gli interventi invasivi sul patrimonio arboreo urbano, ammettendo solo tagli mirati su rami secchi o pericolosi. Sono inoltre vietati i tagli durante la stagione di nidificazione per tutelare la fauna selvatica. TUTELE AVIFAUNA-PERIODO NIDIFICAZIONE – legge naz.le 157/92–Dirett. europea n. 2009/147/CE

Gli interventi devono seguire le buone pratiche agronomiche e le indicazioni contenute nelle Linee Guida per gli Interventi di Cura e Gestione del Verde regionali. [1, 2, 3].

Purtroppo, a fronte delle leggi nazionali e regionali, è abitudine diffusa tagliare con noncuranza anche nei periodi di nidificazione, senza riflettere su quanti piccoli esseri viventi si stanno uccidendo. Ogni volta e ogni albero è una strage. Ma ogni volta, guarda caso, il taglio è legittimato dalla “pericolosità per l’incolumità pubblica”…, quando sarebbero obbligatorie le indagini strumentali per verificarne la reale pericolosità o la stabilità.

Ma quanto è corretta la manutenzione e la gestione del verde pubblico che ne tuteli la salute piuttosto che comprometterla?

Capitozzature, potature scorrette e mutilanti, tronchi soffocati al colletto da pavimentazioni impermeabili, non vogliono la salute degli alberi così come le legature a cappio che provocano strozzamenti impedendo il passaggio della linfa, bloccando il nutrimento alle radici e causando nel tempo la morte della pianta…, solo per sostenere discutibili reti “protettive” o creare giochi sugli alberi per i parchi avventura.

Gli esperti raccomandano di non tagliare alberi per le tante funzioni che svolgono a favore del pianeta; piuttosto dovremmo piantarne tanti e tanti, a maggior ragione nell’era dei cambiamenti climatici che stiamo vivendo e per la necessità di conservare quanta più biodiversità è possibile.

Ma dimentichiamo che gli alberi – diversamente chiamati “legname” – costituiscono anche un grande affare per la criminalità. Con la solita minaccia della pericolosità, la misera e triste fine di tanti, troppi alberi, anche nei centri urbani, è quella di alimentare centrali a biomasse o essere trasformati in cippato. Decenni per crescere e pochi minuti per scomparire dalla faccia della terra.

Invece, gli alberi non solo rappresentano elementi di arredo urbano ma sono soprattutto esseri viventi necessari alla vita sulla Terra. Gli alberi sono vere e proprie fondamenta per il nostro ecosistema, indispensabili per la sopravvivenza del pianeta e per il benessere dei cittadini.

È quindi incomprensibile l’accanimento contro i nostri amici alberi poiché a subirne le conseguenze è tutto l’ambiente che ci circonda ed anche l’aria che respiriamo mentre è necessario un concreto e reale cambio di prospettiva per una gestione più consapevole del verde urbano e non solo, capace di coniugare sicurezza, decoro e tutela della biodiversità.

In nome di una sensibilità diffusa nella società civile, espressa non soltanto dalle associazioni e dai comitati che rappresentiamo, chiediamo alle amministrazioni comunali del comprensorio Soveratese di cessare le ostilità nei confronti degli alberi, di inaugurare una fase storica in cui questi esseri viventi siano considerati, come impone la crisi ecologica, infrastrutture di salute pubblica ed elementi strategici per lo sviluppo del territorio costiero, collinare e montano».

Lettera aperta ai sindaci firmata da Italia Nostra “Paolo Orsi” Soverato – Guardavalle; Movimento Terra e Libertà – Calabria

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