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AGROMAFIE IN CALABRIA: COLDIRETTI: «UN VELENO CHE SOFFOCA LA NOSTRA TERRA»

L’Organizzazione di categoria denuncia un “sistema criminale da 25 miliardi di euro che minaccia agricoltura, legalità e futuro. Con il reato di agropirateria nasce una nuova speranza”

di REDAZIONE

–  PRESERRE (CZ) –  22 MAGGIO 2025 –  n Calabria, come in tante altre regioni d’Italia, la terra non è solo paesaggio: è lavoro, identità, memoria. Ma oggi è minacciata. A denunciarlo con forza è Coldiretti Calabria, che attraverso l’8° Rapporto Agromafie – frutto della collaborazione con Eurispes e la Fondazione Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e nel sistema agroalimentare – racconta di un sistema criminale che ha messo radici profonde nel cuore dell’agroalimentare italiano, con un giro d’affari da 25,2 miliardi di euro.

Secondo i dati raccolti, oltre il 12% delle segnalazioni di infiltrazioni mafiose nel settore agroalimentare proviene dal Sud, con fenomeni che vanno dal caporalato all’usura, dalle frodi alimentari all’appropriazione indebita di fondi pubblici. Un assalto silenzioso ma devastante che parte dallo sfruttamento dei braccianti – spesso stranieri, attratti con false promesse e poi ridotti in condizioni di semi-schiavitù – e arriva fino alla tavola dei consumatori, con prodotti adulterati, etichette false e prezzi ingannevoli.

Le mafie non si limitano più a chiedere il pizzo. Hanno imparato a comprare aziende, controllare appalti, falsificare certificazioni bio e infiltrarsi nei mercati ortofrutticoli e nella grande distribuzione. Nel frattempo, gli agricoltori onesti devono fare i conti con burocrazia, costi in crescita e isolamento. E così, nel vuoto lasciato dallo Stato, le agromafie si impongono con la forza del denaro sporco.

Particolarmente allarmante è il fenomeno delle “imprese senza terra”: cooperative fittizie che servono solo a sfruttare i lavoratori e frodare le vere aziende agricole. A questo si aggiunge la piaga dell’Italian Sounding, una truffa globale che ruba il nome e il valore del Made in Italy, danneggiando chi lavora con onestà e passione.

Ma in questo scenario buio, c’è anche una luce di speranza. È stata finalmente approvata una legge che introduce il reato di agropirateria: una risposta penale forte e organica, attesa da anni, per colpire alla radice la criminalità nel settore agroalimentare.

Iniziative simboliche e concrete alimentano la speranza. Come il gesto della Cooperativa Terra Felix, che pianterà un ramoscello dell’Albero di Giovanni Falcone su terreni confiscati alla Camorra, dove oggi si promuove agricoltura sociale. Un segno di riscatto, di lotta, di rinascita.

In Calabria, dove la terra è sacra, questa battaglia è anche culturale. Coldiretti lavora per costruire un’alleanza tra istituzioni, agricoltori e cittadini, perché difendere l’agricoltura significa difendere la libertà, la dignità e il futuro del Paese.

La legalità, come un seme, va coltivata ogni giorno. Ed è questo il messaggio che parte dai campi della Calabria per raggiungere tutta l’Italia: solo insieme possiamo liberare la nostra terra dal veleno delle agromafie.