AGGRESSIONI A MEDICI, «È L’ORA DELLE RONDE NOTTURNE». L’ORDINE DI REGGIO CALABRIA SCENDE IN CAMPO
Dopo l’episodio a Cittanova, avviate visite notturne non programmate nelle postazioni di continuità assistenziale. Veneziano: “Segnale pratico contro l’assenza delle istituzioni”
di REDAZIONE
– REGGIO CALABRIA – 1 NOVEMBRE 2025 – Il grave episodio di aggressione verificatosi nei giorni scorsi a Cittanova ai danni di un medico ha innescato una reazione immediata e decisa da parte dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Reggio Calabria. Riunitosi d’urgenza sotto la presidenza del dottor Pasquale Veneziano, il Consiglio Direttivo ha deliberato una serie di iniziative immediate a tutela dei medici che operano sul territorio, in particolare nelle vulnerabili postazioni di Continuità Assistenziale (ex guardie mediche).
La decisione principale, condivisa da tutti i componenti dell’Esecutivo, è l’avvio di una presenza costante, ma non programmata, di rappresentanti dell’Ordine presso le sedi di guardia medica, concentrandosi specialmente nelle ore notturne.
Visite a sorpresa: vicinanza e denuncia
Questi sopralluoghi e visite improvvise sono concepiti come un duplice segnale: concreto sostegno ai colleghi che operano spesso in condizioni difficili e contesti territoriali periferici, e allo stesso tempo una denuncia ferma verso la situazione di insicurezza.
“È un’iniziativa simbolica ma anche pratica,” ha spiegato il Presidente Veneziano. “Vogliamo far sentire i nostri colleghi meno soli, soprattutto in un momento in cui la sicurezza del personale sanitario è messa a dura prova. Non possiamo sostituirci alle istituzioni competenti, ma vogliamo evidenziare la loro assenza e la necessità di interventi urgenti e strutturali.”
Attacco al sistema, impegno corale
Il dottor Marco Tescione, segretario dell’Ordine, ha rafforzato il messaggio, sottolineando che l’azione va oltre la singola reazione: “Non si tratta solo di reagire a un singolo episodio, ma di riaffermare con forza che la tutela di chi cura deve essere una priorità assoluta. Ogni aggressione contro un medico è un attacco all’intero sistema sanitario e alla comunità che esso serve.” Tescione ha invocato un “impegno corale, non più rinviabile,” per garantire ambienti di lavoro sicuri e rispettosi.
L’Ordine ha voluto precisare che l’iniziativa non è polemica, ma una presa di posizione ferma davanti a una situazione divenuta “insostenibile”. Già nei mesi scorsi, l’Ordine aveva promosso sopralluoghi ufficiali e avanzato proposte operative all’Azienda Sanitaria Provinciale per il potenziamento delle misure di sicurezza, rimaste in gran parte inascoltate.
“Questa decisione nasce dalla volontà di difendere la dignità e la serenità del lavoro medico,” ha concluso il Presidente Veneziano, ribadendo che i colleghi nei presidi periferici “devono sapere che l’Ordine è accanto a loro, pronto a vigilare e a farsi portavoce delle loro esigenze.”

















