Analisi sfavorevoli sui campioni prelevati in tre punti pubblici del centro abitato: vietato il consumo umano fino a nuova disposizione
di REDAZIONE
– PALERMITI (CZ) – 25 FEBBRAIO 2026 – Stop immediato all’uso potabile dell’acqua in tre fontane pubbliche del territorio comunale. Con ordinanza contingibile e urgente n. 7 del 24 febbraio 2026, il sindaco Domenico Emanuele ha disposto il divieto di utilizzo per il consumo umano presso la fontana di via Canistrà (incrocio via Spasari – via Canistrà) e quella di via Regina Elena (incrocio via R. Elena – via G. Pepe), a seguito di comunicazione ufficiale dell’Asp di Catanzaro.
Il provvedimento è stato adottato dopo che le analisi sui campioni prelevati hanno evidenziato il superamento dei parametri di legge, rendendo necessaria una misura cautelativa a tutela della salute pubblica.
«Si ordina, sino a nuova disposizione, il divieto di utilizzare l’acqua per il consumo umano presso le fontane interessate», si legge nell’atto firmato dal primo cittadino.
I punti interessati dal divieto
Il divieto riguarda in particolare: la fontana pubblica di via Canistrà (incrocio via Spasari – via Canistrà); la fontana pubblica di via Regina Elena (incrocio via R. Elena – via G. Pepe). L’acqua non potrà essere utilizzata per bere, cucinare o per qualsiasi uso alimentare.
È invece consentito esclusivamente l’uso per igiene personale e per altri impieghi non destinati al consumo.
Le analisi dell’Asp e l’intervento del Comune
La nota dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, acquisita al protocollo comunale nella stessa giornata del 24 febbraio, ha certificato l’esito sfavorevole delle verifiche effettuate.
Da qui la decisione del sindaco di intervenire con un’ordinanza contingibile e urgente, strumento previsto in caso di potenziale rischio sanitario.
«Il provvedimento si rende necessario in via preventiva e cautelativa», viene precisato nel documento.
Contestualmente, è stato demandato all’Ufficio tecnico comunale il compito di attivarsi con tempestività per individuare le cause che hanno determinato il superamento dei valori e per adottare gli interventi necessari al ripristino della potabilità dell’acqua.
Trasmissione agli enti e possibilità di ricorso
L’ordinanza è stata trasmessa all’Asp – Dipartimento di Prevenzione, alla Polizia locale e agli uffici competenti, oltre alla pubblicazione all’Albo pretorio comunale. Contro il provvedimento è ammesso ricorso al Tar Calabria entro 60 giorni oppure, in alternativa, ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni. Nel frattempo, l’invito dell’amministrazione è chiaro: rispettare il divieto di consumo fino a nuova comunicazione ufficiale.