Dopo lo spostamento precauzionale della 3A nel plesso di via Martelli, Foti, Maida e Rauti sollecitano un confronto urgente in aula sulle criticità strutturali, sulle condizioni di sicurezza dell’edificio scolastico e sul mancato riscontro alla precedente interrogazione
di REDAZIONE
– CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – 19 MARZO 2026 – “Acqua in classe, disagi per gli alunni e adesso piena chiarezza in sede istituzionale”. È questo, in sostanza, il messaggio politico contenuto nella nuova iniziativa dei consiglieri comunali di minoranza Claudio Foti, Vito Maida e Giuseppe Antonio Rauti, che hanno chiesto la convocazione urgente del Consiglio comunale dopo lo spostamento temporaneo della classe 3A del plesso scolastico di via Martelli.
Nella lettera indirizzata al presidente del Consiglio comunale, al sindaco e, per conoscenza, al prefetto di Catanzaro, i tre consiglieri ricordano anzitutto di avere già depositato l’8 febbraio 2026 una precedente interrogazione urgente sulle criticità emerse nel plesso di via Martelli. Quell’atto, articolato in nove punti, sarebbe però rimasto senza risposta. “L’interrogazione è rimasta priva di qualsiasi riscontro da parte del sindaco e dell’amministrazione comunale – è quanto scrivono – in violazione dell’obbligo di risposta entro trenta giorni previsto dall’articolo 43, comma 3, del Testo unico degli enti locali”.
Il fatto nuovo, che dà oggi ulteriore peso alla vicenda, è quanto avvenuto il 18 marzo 2026. Secondo quanto riportano i consiglieri, alcuni genitori hanno comunicato che il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo “Corrado Alvaro” ha adottato il provvedimento prot. n. 1762/U, con cui ha disposto “lo spostamento temporaneo e immediato della classe 3A” dal secondo piano del plesso di via Martelli a un’aula collocata al piano terra, adiacente al plesso Pirivoglia. “Tale provvedimento è stato adottato a titolo precauzionale a seguito della segnalazione di una perdita d’acqua rilevata presso l’aula della classe 3A” – è quanto scrivono – evidenziando come il dirigente abbia ritenuto necessario intervenire per evitare situazioni di rischio connesse alla presenza di acqua nei locali.
Nella ricostruzione contenuta nella richiesta, il dirigente scolastico, sentito il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dell’istituto, avrebbe anche chiesto all’ente proprietario dell’immobile “con urgenza un controllo statico e manutentivo approfondito del controsoffitto della classe 3A ed in generale di tutti i controsoffitti del piano”. Un passaggio che la minoranza considera particolarmente rilevante, anche perché nella stessa nota si richiamano episodi già verificatisi in precedenza. “Più volte nel corso dell’anno scolastico, in occasione di eventi meteorologici, si sono verificati allagamenti dell’aula” – è quanto scrivono – circostanza che, secondo i firmatari, confermerebbe un quadro di criticità non episodiche.
I consiglieri collegano infatti lo spostamento della 3A a una situazione più ampia già denunciata nelle settimane scorse. “Tali circostanze confermano pienamente le criticità già segnalate – è quanto scrivono – in particolare relativamente alla presenza di acqua in alcuni ambienti dell’edificio, ai problemi di rigonfiamento della pavimentazione e alle situazioni di distacco o potenziale caduta di parti del controsoffitto”. Elementi che, nella loro lettura, impongono ormai una discussione pubblica e formale in Consiglio comunale.
Il tono della lettera si fa ancora più duro quando i tre consiglieri affrontano il tema del silenzio dell’amministrazione. “L’inerzia dell’amministrazione si configura come grave inadempimento istituzionale – è quanto scrivono – lesivo delle prerogative consiliari e del diritto dei cittadini a conoscere lo stato di sicurezza di un edificio pubblico destinato all’istruzione di minori”. Nella richiesta si sottolinea inoltre che il diritto dei consiglieri a ottenere informazioni utili all’espletamento del proprio mandato costituisce espressione del principio democratico dell’autonomia locale e della rappresentanza della collettività.
Secondo la minoranza, la gravità della situazione sarebbe ulteriormente aggravata dal fatto che, nonostante le ripetute segnalazioni del dirigente scolastico richiamate negli atti, “l’amministrazione comunale non ha fornito alcuna informazione pubblica sugli interventi adottati o programmati”. Da qui la convinzione, messa nero su bianco nella lettera, che il combinato disposto tra il mancato riscontro all’interrogazione dell’8 febbraio e il provvedimento del 18 marzo renda “indifferibile e urgente” la convocazione del Consiglio comunale in seduta straordinaria.
Per questo Foti, Maida e Rauti chiedono formalmente che il presidente del Consiglio comunale convochi, entro dieci giorni, una seduta straordinaria dedicata al plesso scolastico di via Martelli. Il tema proposto all’ordine del giorno è esplicito: “Gravi criticità strutturali e di sicurezza – Spostamento classe 3A per perdita d’acqua e rischio statico controsoffitto – Mancato riscontro all’interrogazione consiliare dell’8.02.2026 – Richiesta di chiarimenti pubblici e assunzione di responsabilità”.
Nella stessa sede, i consiglieri chiedono che il sindaco relazioni formalmente in aula, fornendo risposta scritta e orale su una lunga serie di punti. Tra questi, le criticità tecniche accertate sul plesso, con particolare riferimento alle perdite d’acqua, al rigonfiamento della pavimentazione e ai problemi ai controsoffitti; gli esiti delle ispezioni sanitarie e tecniche effettuate sull’immobile, compresa quella degli uffici dell’Azienda sanitaria; tutte le comunicazioni ufficiali trasmesse dal dirigente scolastico all’amministrazione comunale; le note relative alla convocazione dei soggetti tecnici e amministrativi coinvolti; i verbali di sopralluogo e di verifica redatti prima e dopo l’apertura del plesso; le eventuali cause progettuali, esecutive o manutentive delle problematiche emerse; le responsabilità tecniche e amministrative accertate o da accertare; e infine gli interventi urgenti adottati o programmati per garantire la sicurezza dell’edificio e consentire il rientro della 3A nella propria aula.
La parte finale della lettera prova anche a tenere insieme fermezza politica e richiamo istituzionale. “Invitano il sindaco e l’amministrazione comunale a promuovere un confronto sereno, rispettoso e pienamente democratico, superando la logica del silenzio e dell’inerzia” – è quanto si legge – con l’obiettivo dichiarato di aprire una fase di analisi pubblica, ordinata e documentata dell’intera vicenda, coinvolgendo l’intera comunità scolastica, dalle famiglie al personale.
Ma all’invito si accompagna anche una diffida formale. I tre consiglieri diffidano infatti il presidente del Consiglio comunale e il sindaco, ciascuno per le proprie competenze, a dare immediato riscontro alla richiesta, convocando il Consiglio straordinario entro dieci giorni dalla ricezione dell’atto.
In caso contrario, annunciano che si riservano di rivolgersi al prefetto di Catanzaro e di intraprendere ogni altra azione a tutela delle prerogative consiliari e dell’interesse pubblico alla sicurezza degli edifici scolastici.