A SOVERATO LO SPORT DIVENTA EDUCAZIONE CIVICA: ALL’ITT MALAFARINA CONFRONTO TRA SCUOLA, ISTITUZIONI E ASSISTENTI SOCIALI
Dalla prevenzione del disagio giovanile all’inclusione sociale: studenti, istituzioni e mondo dello sport discutono il ruolo educativo dell’attività sportiva come strumento di cittadinanza attiva
di REDAZIONE
– SOVERATO (CZ) – 7 MARZO 2026 – All’ITT “Malafarina” di Soverato lo sport è stato al centro di una giornata di confronto dedicata al suo valore come strumento di prevenzione sociale. L’iniziativa, promossa dall’Ordine degli Assistenti Sociali, ha riunito studenti, istituzioni e rappresentanti del mondo sportivo per riflettere su un tema che va oltre la dimensione agonistica: lo sport come spazio di inclusione, crescita personale e contrasto al disagio giovanile.
Ad aprire l’incontro è stato il dirigente scolastico Candelieri, che nel suo intervento ha utilizzato una metafora particolarmente efficace per descrivere il ruolo della scuola nel tessuto sociale.
«Accanto ai software che regolano le discipline tecniche – ha spiegato – esiste un software molto più complesso e prezioso: il tessuto sociale orientato al benessere della comunità».
Secondo questa prospettiva, lo sport non è soltanto competizione o performance fisica, ma diventa un presidio di legalità e prevenzione, capace di educare al rispetto delle regole, alla resilienza e alla partecipazione.
Il confronto tra scuola, istituzioni e sport
A moderare gli interventi è stato Giovanni Cerminara, tecnico della Federazione Pugilistica Italiana (FPI), che ha guidato il dialogo tra i diversi ospiti presenti, introducendo anche il contributo in collegamento del presidente della federazione, Flavio D’Ambrosi.
«Lo sport è realmente nobilitante solo quando è coniugato con l’inclusione», ha affermato D’Ambrosi nel suo intervento, sottolineando il valore educativo delle discipline sportive quando diventano occasione di integrazione e crescita collettiva.
Molto seguita dagli studenti del Malafarina anche la riflessione del capitano dei Carabinieri Alessandro Coccia, che ha evidenziato la dimensione formativa dell’esperienza sportiva:
«Ogni match rappresenta un’eredità e un’opportunità di crescita».
Lo sport come rete territoriale contro il disagio
All’incontro hanno preso parte anche le istituzioni locali, che hanno ribadito l’importanza della collaborazione tra scuola, enti e realtà sociali del territorio.
Il sindaco di Soverato, Daniele Vacca, ha espresso soddisfazione per la presenza al tavolo di tutte le componenti impegnate nel lavoro educativo. «Lo sport può diventare un agente catalizzatore di inclusione, ma anche un punto di riferimento per i minori che affrontano situazioni di violenza o bullismo», ha osservato.
Sulla stessa linea l’intervento della consigliera Maria Caterina Gatto, secondo cui l’attività sportiva rappresenta una forma concreta di prevenzione. «Lo sport offre strumenti ai giovani e alle famiglie per affrontare e calmierare le problematiche più diffuse tra le nuove generazioni», ha sottolineato.
Il valore educativo della sfida e del fallimento
Nel corso dell’incontro Valerio Geracitano e il dottor Alessandro Catalano, rappresentanti dell’Ordine degli Assistenti Sociali, hanno introdotto l’intervento del direttore tecnico della Nazionale italiana FPI, Giovanni De Carolis, ponendo l’accento su un aspetto spesso trascurato nel percorso sportivo: l’educazione al fallimento.
L’errore e la sconfitta, è stato spiegato durante il confronto, possono trasformarsi in occasioni di crescita e consapevolezza, se inseriti in un contesto educativo capace di valorizzarne il significato formativo.
La premiazione finale
La giornata si è conclusa con un momento simbolico dedicato ai risultati sportivi ottenuti dagli studenti. È stata infatti premiata Maria Laura Perrotta, vincitrice del torneo internazionale Art of Boxing Cup 2026 di Francoforte, accolta con grande entusiasmo dalla platea degli studenti.
Un riconoscimento che ha rappresentato la chiusura ideale di un incontro dedicato al valore dello sport come percorso educativo, sociale e culturale.


















