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A BADOLATO L’ULTIMO EDITORE DEGLI INVISIBILI: DOMENICO LANCIANO CONSEGNA MEZZO SECOLO DI UMANITÀ ALLA STORIA

Dalla Calabria delle periferie una straordinaria avventura culturale non profit: poesie, memorie e vite dimenticate diventano archivio civile. Ora il sogno è una “Biblioteca degli Umili” custodita tra le pietre del borgo ionico

di REDAZIONE 

– BADOLATO (CZ) –  1 MAGGIO 2026 –  Domenico Lanciano di Badolato CZ ha concluso (ma soltanto per limiti di età) la sua lunga avventura editoriale e traccia il bilancio di oltre cinque decenni di attività volontaristica e non remunerativa, realizzata al solo scopo di dare parola e visibilità a chi, per vari motivi, non ne avrebbe mai avuto la possibilità.

Così, per tale sua missione sociale, è ritenuto “l’editore degli umili” e degli sconosciuti. Infatti, tra i tanti Autori che ha pubblicato a proprie spese o aiutato a dare alle stampe ci sono: uno studente appena diplomato, un adolescentedi campagna in carrozzina fin dalla nascita, un uomo di fatica inun affollato mattatoio, due ex detenute, un maestro elementare di borgata, un’anziana sarta, un capostazione di periferia, un muratoreemigrato all’estero, un pastore di pecore del Kosovo, un giramondo, una giovane donna che ha voluto restare anonima, una casalinga, due ignoti amanti, un impiegato di tribunale, un’infermiera, una docente universitaria tedesca“sociologa dei diseredati”, una psichiatra di area marginale, un pittore di paese, una ricamatrice, un prete povero, un onesto commediante girovago, una ultra-novantenne di montagna, e così via.

Per alcuni di loro è riuscito pure ad ottenerenon soltanto una notorietà tramite la stampa locale ma persino una ribalta televisiva sia regionale che nazionale in RAI. Da vero “scopritore di talenti”, agli inizi della sua attività sociale,oltre 50 anni fa, già nel 1975 è riuscito addirittura a valorizzare una poetessa bambina adottata di quinta elementare, poi rivelatasi una grande e poliedrica artista. E tale sua attenzione sociale ha poi evitato addirittura un tentato suicidio; questo pure per dimostrare il valore, a volte, della gratificazione per chi vive isolato tra le pieghe di una umanità dimenticata. La scrittura salva davvero, molto spesso e, comunque, quasi sempreguarisce e giovaa tutti anche lontano dai riflettori. Specialmente quando si fa “humus” silenzioso ed efficace!

Che ne sarà di tutto questo lungo e prezioso lavoro sociale, di tutta questa ricca documentazione?…

L’editore degli umili ha chiesto alla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Calabria di custodire e valorizzare tale eredità unica nel suo genere. Si salverebbe così un aspetto fondamentale della cultura territoriale tra 20° e 21° secolo, pure come testimonianza che tutti o quasi(di ogni condizione sociale e di qualsivoglia estrazione culturale) sentono il bisogno ineliminabile di esprimersi, di darsi utilmente al mondo, ai propri simili.

Lo scopo resta sempre quello di non escludere nessuno, poiché ognuno ha un’avvincente storia da raccontare e dei saldi valori da evidenziare, nel clima di un’effettiva ed affettiva “democrazia della partecipazione”.  E chissà – spera Domenico Lanciano – che non nasca, prima o poi, una vera e propria “Biblioteca degli Umili” specializzata sulle offese periferie della globalizzazione.

E non sarebbe nemmeno un sogno ma una necessità dare vita ad una “Festa degli Umili” con una mostra multi-mediatica che dia avvio ad una più volte ipotizzata “Banca Umanitaria”come sostegno a chi non ha voce e lotta quotidianamente per la vita!!!