SPARI IN ARIA E MINACCE ALLA TROUPE RAI: PAURA A BOTRICELLO DURANTE IL SERVIZIO SUL CASO GIGLIO
Due colpi esplosi in aria e poi insulti e minacce: il giornalista Giuseppe Di Tommaso e il videomaker Antonio Caligione costretti ad allontanarsi mentre realizzavano un servizio sul caso di Salvatore Giglio
di REDAZIONE
BOTRICELLO (CZ) – 7 OTTOBRE 2026 – Momenti di paura nel territorio di Botricello, nel Catanzarese, dove una troupe della Rai impegnata nella realizzazione di un servizio per La Vita in Diretta è stata vittima di una grave intimidazione.
Il giornalista Giuseppe Di Tommaso e il videomaker Antonio Caligione stavano lavorando sul caso di Salvatore Giglio, l’uomo scomparso due anni fa a Cutro e il cui presunto omicidio ha portato all’arresto dell’ex moglie e del figlio.
Dopo aver raccolto alcune testimonianze, i due si erano fermati in un’area per completare il servizio. È stato in quel momento che hanno udito due colpi d’arma da fuoco esplosi in aria, a breve distanza.
La situazione è poi ulteriormente degenerata. Secondo quanto riferito dal Cdr del Daytime Rai e dall’Usigrai, da un’auto transitata ad alta velocità sono stati rivolti alla troupe insulti e minacce, accompagnati dall’intimazione ad andare via.
Temendo che la situazione potesse peggiorare, Di Tommaso e Caligione si sono rifugiati nella loro automobile e si sono allontanati.
Lo stesso giornalista Rai ha raccontato l’accaduto definendola una «giornata particolarmente difficile», spiegando che, nonostante le minacce e la paura, quanto accaduto non ha fermato la volontà di continuare a raccontare la vicenda e di cercare la verità sul caso Giglio.
La condanna di Usigrai e Cdr Rai
Il Cdr del Daytime Rai e l’Esecutivo Usigrai hanno espresso piena solidarietà ai due professionisti, condannando con fermezza l’intimidazione.
Gli organismi di rappresentanza dei giornalisti Rai hanno chiesto che venga fatta piena luce sull’accaduto e che vengano individuati i responsabili, sottolineando la necessità di garantire la sicurezza di chi lavora sul territorio per raccontare i fatti.
Un episodio che riaccende l’attenzione sulle difficoltà e sui rischi che possono accompagnare il lavoro dei giornalisti impegnati a raccontare vicende giudiziarie particolarmente delicate.
Le minacce, hanno ribadito Cdr e Usigrai, non possono fermare il lavoro dell’informazione né il diritto dei cittadini a essere informati.

















