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AGRICOLTORI SULLA STATALE 106 A DAVOLI, PROTESTA A RISCHIO OLTRANZA


Presidio di agricoltori, pescatori, allevatori e autotrasportatori. Bruciate tessere voto. “Costretti a chiudere aziende”

di REDAZIONE 

– DAVOLI (CZ) – 2 OTTOBRE 2026 –  Come riporta Ansa, il presidio sulla statale 106 a Davoli, in provincia di Catanzaro, andrà avanti fino a domenica ma potrebbe essere ulteriormente prolungato.

A renderlo noto sono gli organizzatori che da una settimana animano la protesta avviata lo scorso venerdì e intrapresa sulla principale arteria di collegamento ionico.  Le ragioni della mobilitazione risiedono nell’inarrestabile corsa dei prezzi di carburanti, materie prime, alimenti.

Al presidio partecipano non solo agricoltori, ma anche altre categorie come autotrasportatori, pescatori, boscaioli, allevatori. “Se la situazione non cambia entro fine anno sarò costretto a chiudere la mia azienda” spiega uno dei partecipanti alla protesta, Saverio Rattà, agricoltore di Soverato.

“Il problema principale è il caro gasolio, diventato una spesa ingestibile ma in genere il caro vita con l’aumento delle bollette. Anche al supermercato ormai con 50 o 100 euro non si porta più niente a casa perché tutto è aumentato” spiega l’imprenditore agricolo.

Secondo quanto riferito, sono almeno un centinaio le persone che partecipano attivamente al presidio. Ieri un gruppo di manifestanti ha bruciato le tessere elettorali in segno di protesta. “Resteremo qui ad oltranza, dobbiamo capire se qualcuno ci aiuta altrimenti saremo costretti a chiudere” ha concluso l’agricoltore.

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