LA SOCIETÀ ITALIANA ACCESSI VASCOLARI PARLA CATANZARESE, PIETRO MAGLIO È IL PRESIDENTE NAZIONALE
Quella che era un’esperienza nata in Calabria è diventata una rete presente in molte regioni italiane, coinvolgendo medici, infermieri e professionisti sanitari appartenenti a differenti discipline
di REDAZIONE
– CATANZARO – 15 SETTEMBRE 2026 – Parte dalla Calabria il progetto della Società italiana accessi vascolari (Siav), diventata patrimonio multidisciplinare italiano, dopo essere stata riconosciuta ufficialmente dal ministero della Salute. Siav è stata infatti inserita nell’elenco delle società scientifiche e delle associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie riconosciute dal ministero.
La rete nazionale è rappresentata in Piemonte da Baudolino Mussa, Silvia Testa, Simone Costanzo, Carla Rigo; in Lombardia da Giuseppe Caravella; in Veneto Renato Moresco e PICC Team vicentino; in Liguria Francesco Ursino, Stefano Tipa; in Toscana Giovanni Giacomini; nel Lazio Giacomo Morano; in Abruzzo Alessandro Ferrieri, Anastasia Fusco; in Puglia Giuseppe Civetta; in Campania Giovanni Conte, Giuseppe Prata; in Basilicata GianVito Corona; in Calabria Santo Soluri, Paolo Marinaro, Carmelo Buda, Lorenzo Malaspina, Giuseppe Casile, Giovanna Cavaliere; in Sardegna Marco Vidili; in Sicilia da Vincenzo Modera.
“È la coronazione di un lavoro imponente e condiviso”, spiega il presidente della Siav, dottor Pietro Maglio. Superata anche la quota di mille soci e professionisti coinvolti nella rete Siav dal nord al sud Italia. Il doppio traguardo certifica così una rapida crescita nel passaggio da una realtà regionale a una presenza nazionale. A questo proposito, diverse le richieste di candidatura per l’assegnazione del Premio Mar Jonio fondato da Luigi Stanizzi al presidente nazionale Siav dott. Pietro Maglio.
La Siav è una società scientifica multidisciplinare che riunisce medici, infermieri e professionisti sanitari coinvolti nella ricerca, nell’impianto, nella gestione e nel monitoraggio dei dispositivi di accesso vascolare. “Superare la frammentazione delle competenze e costruire una cultura condivisa degli accessi vascolari”, sono gli obiettivi al centro della ‘missione’ della società scientifica.

Tanto che in pochi mesi, quella che era un’esperienza nata in Calabria è diventata una rete presente in molte regioni italiane, coinvolgendo medici, infermieri e professionisti sanitari appartenenti a differenti discipline. “Il bisogno di rigore scientifico, formazione continua e multidisciplinarietà era fortissimo.
Il progetto, nato in Calabria ha avuto il sostegno di tutte le Aziende sanitarie e ospedaliere, dell’A.O.U. Dulbecco di Catanzaro con il dg dottoressa Simona Carbone e del mondo accademico con i professori Garofalo, Bruni e Longhini, si è trasformato in un forte vento che ha unito oltre mille professionisti da ogni parte d’Italia”, sottolinea il dottor Pietro Maglio, presidente della Siav.
Il riconoscimento ministeriale arriva a un mese dal secondo congresso nazionale Siav in programma a Vicenza dal 15 al 16 ottobre prossimi, dal titolo: “Oltre il dispositivo: la nuova era degli accessi vascolari tra scienza, organizzazione e cura”. L’appuntamento sarà dedicato alle principali evoluzioni cliniche e tecnologiche del settore. Tra i temi affrontati ci sarà anche il rapporto tra intelligenza artificiale e accessi vascolari, con una riflessione sul ruolo che le nuove tecnologie possono giocare sulla pratica clinica.

















