FUMO E FOCOLAI NELL’EX IMPIANTO DI RIFIUTI A SQUILLACE: I RESIDENTI ANNUNCIANO UN SIT-IN
I residenti di contrada Fiasco Baldaya chiedono interventi urgenti dopo anni di piccoli incendi e cattivi odori nell’area dell’ex impianto Eco Management. Il presidio è stato annunciato per il 15 settembre alle 18
di REDAZIONE
– SQUILLACE (CZ) – 12 SETTEMBRE 2026 – In contrada Fiasco Baldaya, nel territorio di Squillace, torna a crescere la preoccupazione per le condizioni dell’area che ospitava un impianto privato destinato al deposito e allo smaltimento di materiali plastici e rifiuti. I residenti hanno annunciato un sit-in pacifico per il 15 settembre alle 18, chiedendo alle istituzioni risposte sulla situazione ambientale e sulla sicurezza della zona.
La comunicazione è stata indirizzata al sindaco del Comune di Squillace, al Comando Stazione dei Carabinieri di Squillace e alla Questura di Catanzaro, con la Prefettura di Catanzaro informata per conoscenza.
Nella segnalazione, i cittadini descrivono una situazione che, a loro dire, si protrae da anni. Il deposito, oggi indicato come abbandonato, sarebbe interessato da piccoli incendi e focolai che producono fumo e odoriati da dense nubi di fumo e da esalazioni che definiscono acre e tossiche. Si tratta particolarmente intensi.
“Chiediamo un intervento urgente”
Nella lettera inviata alle autorità, i residenti riferiscono di “incendi quotidiani e continui”, accompagnati da dense nubi di fumo e da esalazioni che definiscono acre e tossiche. Si tratta, è importante precisarlo, di una segnalazione dei cittadini, non di un accertamento tecnico riportato nel testo.
La preoccupazione riguarda anche le possibili conseguenze sulla popolazione. I firmatari parlano di disagi e problemi respiratori, oltre che di un crescente stato di allarme tra gli abitanti della contrada.
Nella stessa comunicazione viene richiamato l’articolo 50 del decreto legislativo 267 del 2000, in relazione ai poteri del sindaco in materia di emergenze e tutela della comunità. I cittadini chiedono quindi un intervento urgente in occasione del presidio, con l’obiettivo dichiarato di ottenere dalle istituzioni risposte certe sulla situazione dell’area.
Sei anni fa il grande incendio
Alla base delle attuali preoccupazioni c’è anche il ricordo di un incendio di vaste proporzioni verificatosi circa sei anni fa. Il rogo interessò inizialmente una zona esterna dell’impianto. A prendere fuoco furono balle di carta e altri materiali di scarto.
Le fiamme si estesero successivamente al capannone della Eco Management, coinvolgendolo completamente. L’intervento dei vigili del fuoco impegnò le squadre della sede centrale e quelle del distaccamento di Soverato, intervenute per contenere il fronte dell’incendio e impedire che il rogo raggiungesse alcune abitazioni presenti nelle vicinanze.
Le operazioni di soccorso proseguirono con lo smassamento dei materiali, necessario per raggiungere e spegnere i focolai presenti sotto gli accumuli di rifiuti.

In campo anche due Canadair
La vastità dell’incendio rese necessario anche il supporto dal cielo. Nella zona arrivarono due Canadair, utilizzati per contribuire alle operazioni di spegnimento.
Il coordinamento dei mezzi aerei fu affidato a una unità DOS del Comando dei vigili del fuoco di Catanzaro, figura incaricata della direzione delle operazioni di spegnimento con l’impiego dei mezzi aerei.
L’intervento consentì di circoscrivere l’incendio, evitando che le fiamme si propagassero ulteriormente verso le abitazioni.
Focolai e liquami, la situazione denunciata oggi
A distanza di anni da quell’episodio, secondo quanto riferiscono i residenti, la vicenda non sarebbe ancora definitivamente risolta. La loro segnalazione parla della permanenza di piccoli focolai e di sversamenti di liquami maleodoranti nell’area.
Sono proprio questi fenomeni, secondo la ricostruzione contenuta nella comunicazione alle autorità, ad alimentare ancora oggi la preoccupazione di chi vive nella contrada.
Il sit-in annunciato per il 15 settembre alle 18 nasce dunque dalla richiesta di fare chiarezza sulle condizioni dell’area e sulle misure eventualmente necessarie per tutelare residenti e territorio.
Ora la parola passa alle istituzioni
La protesta è stata presentata come pacifica e portata formalmente a conoscenza delle principali autorità locali e provinciali competenti. Spetterà agli organismi istituzionali e agli enti tecnici verificare le condizioni dell’area, la presenza di eventuali focolai o sversamenti e i relativi profili ambientali e di sicurezza.
Al momento, sulla base delle informazioni disponibili nel testo fornito, le circostanze relative agli incendi ricorrenti, alle esalazioni e agli effetti sulla salute sono oggetto della denuncia e della preoccupazione dei residenti e non vengono qui presentate come fatti sanitari o ambientali definitivamente accertati.

















