ESPLOSIONE AL B&B DI MILETO, MORTA ANCHE EMA: LA BAMBINA SLOVENA DI 10 ANNI NON CE L’HA FATTA
Era ricoverata a Bari dopo l’esplosione nel B&B Villa Mary: salgono a tre le vittime della tragedia del 25 agosto
di REDAZIONE
– MILETO (VV) – 2 SETTEMBRE 2026 – Non ce l’ha fatta nemmeno Ema, la bambina slovena di appena 10 anni rimasta gravemente ustionata nell’esplosione avvenuta la sera del 25 agosto nel B&B Villa Mary di Mileto, nel Vibonese.
La piccola era ricoverata al Centro grandi ustionati di Bari, dove i sanitari avevano tentato di contrastare fino all’ultimo le conseguenze delle ustioni riportate nel rogo. Le lesioni avevano interessato quasi tutto il corpo ed erano apparse fin dalle prime ore estremamente gravi.
Dopo giorni di ricovero e una battaglia clinica seguita con apprensione, le sue condizioni non hanno lasciato spazio al recupero. Con la morte di Ema, il bilancio dell’esplosione sale a tre vittime: sono morti tutti i componenti della famiglia slovena coinvolta nella deflagrazione.
Prima Izidor, poi Petra. Ora anche la figlia
La tragedia aveva già colpito due volte nei giorni precedenti.
Il padre di Ema, Izidor, 48 anni, era stato trasferito al Centro grandi ustionati di Palermo dopo le prime cure ricevute all’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia. Anche per lui le ustioni si erano rivelate troppo gravi.
Successivamente era morta la madre, Petra, 44 anni, ricoverata all’ospedale Cannizzaro di Catania. La donna aveva riportato ustioni di secondo e terzo grado su una vasta parte del corpo.
Ema era rimasta ricoverata a Bari, trasferita nella notte con un elicottero della Regione Calabria. Per giorni le sue condizioni erano rimaste disperate. La morte della bambina chiude così il drammatico bilancio sanitario della famiglia.
L’esplosione durante la vacanza in Calabria
Era da poco passata la mezzanotte quando, secondo la ricostruzione riferita nell’immediatezza dei fatti, la deflagrazione aveva trasformato in pochi istanti l’alloggio della famiglia in una trappola di fuoco. L’esplosione si era verificata poco dopo le 20.30 del 25 agosto, mentre i tre si trovavano all’interno della struttura scelta per trascorrere alcuni giorni di vacanza.
Tra le ipotesi investigative iniziali c’è quella di una fuga di gas, che avrebbe preceduto l’esplosione e il successivo incendio. Si tratta però di una ricostruzione ancora sottoposta ad accertamenti: saranno le verifiche tecniche a stabilire l’origine della deflagrazione e la successione esatta degli eventi.
Investiti dalle fiamme, i tre familiari erano riusciti a uscire dall’alloggio. Gravemente ustionati, avevano raggiunto la piscina della struttura, dove si erano gettati nel tentativo di spegnere le fiamme che avevano avvolto i loro corpi.
I soccorsi e la corsa verso i centri specializzati
Tra le prime persone a prestare soccorso c’erano anche due carabinieri fuori servizio che si trovavano nella struttura. I militari avevano utilizzato gli estintori e aiutato la famiglia prima dell’arrivo dei soccorritori.
Successivamente erano arrivati Vigili del Fuoco, forze dell’ordine e tre ambulanze del 118. Dopo le prime cure e la stabilizzazione all’ospedale di Vibo Valentia, per i tre feriti era stato necessario individuare strutture specializzate nella cura delle ustioni.
Le condizioni della famiglia avevano imposto tre trasferimenti distinti. Izidor era stato portato a Palermo, Petra a Catania, mentre Ema era stata trasferita a Bari, raggiunta in elicottero durante la notte.
Nonostante il lavoro dei medici nei tre centri specializzati, le ustioni riportate nell’esplosione si sono rivelate fatali per tutti e tre.
Il B&B resta sotto sequestro
Intanto prosegue l’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia. Il B&B Villa Mary è stato sottoposto a sequestro per consentire agli investigatori di effettuare gli accertamenti sull’edificio e sugli impianti.
L’esplosione avrebbe provocato danni rilevanti alla struttura, interessando anche il solaio e alcune pareti. Carabinieri e Vigili del Fuoco stanno lavorando alla ricostruzione della dinamica.
Al centro delle verifiche c’è anche l’ipotesi della fuga di gas: dovranno essere accertate l’origine dell’eventuale perdita, le condizioni dell’impianto e il meccanismo che avrebbe innescato l’esplosione e il successivo incendio.
Le responsabilità ancora da accertare
La morte di Ema porta a tre il numero delle vittime, ma sul piano giudiziario l’indagine resta aperta. Gli accertamenti tecnici dovranno chiarire cosa sia accaduto all’interno dell’alloggio e se siano emerse eventuali responsabilità.
Al momento, dunque, le cause definitive dell’esplosione e dell’incendio non possono essere considerate accertate. Saranno gli esiti delle verifiche disposte nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Vibo Valentia a fornire gli elementi necessari per ricostruire l’accaduto.

















