SOCRATE CONTRO L’IPOCRISIA: A CONFLENTI L’ARTE INTERROGA IL POTERE
Dalla mostra “Metapolitica” alla lezione dell’Apologia: il pensiero critico torna in scena con “Salutame a Socrate!”, incontro dedicato al filosofo che fece della ricerca della verità una forma di libertà
di REDAZIONE
– CONFLENTI (CZ) – 22 AGOSTO 2026 – Pramantha Arte, in collaborazione con ALTRE MENTI Scuola di filosofia per principianti e cultori di Treviso, rende noto che nell’ambito della mostra Metapolitica. L’arte oltre l’ipocrisia – in corso nei locali della galleria in vico XIV Garibaldi 91 a Conflenti (CZ) – oggi, sabato 22 agosto 2026, dalle ore 18.30 alle 19.45, si terrà l’incontro filosofico Salutame a Socrate!, lettura e commento del testo platonico l’Apologia di Socrate a cura di Maria Rosaria Gallo.
L’incontro offre l’opportunità di avvicinarsi a uno dei “dialoghi” più celebri della storia della filosofia, nonché una delle fonti più significative per comprendere la figura del filosofo che ha indiscutibilmente segnato la storia del pensiero umano, incarnando la nascita del pensiero critico e le origini politiche del pensiero astratto.
La mostra collettiva Metapolitica. L’arte oltre l’ipocrisia, è a cura di Maria Rosaria Gallo e Antonio Bruno Umberto Colosimo.
“La mostra – spiegano i curatori – ha carattere internazionale, con una forte presenza russa, ed espone le opere di 11 artisti tra pittura, scultura, grafica e fotografia. L’esposizione si dispiega in 11 sezioni personali, con diversi linguaggi artistici, accomunate da un approccio all’arte critico, originale, impegnato e sociale, che non si accontenta di replicare codici valoriali preconfezionati, strumentali o di tendenza, ma che, di caso in caso, interroga, denuncia, problematizza, documenta e indaga la realtà. Un approccio che suona come un inno alla libertà e alla giustizia.”
“Da un punto di vista estetico-tematico – chiarisce il curatore Antonio Bruno Umberto Colosimo – l’allestimento produce un doppio movimento. Al primo impatto riflette l’incoerenza, lo spaesamento e la caoticità dei nostri tempi, in cui la condizione umana, in tutte le sue dimensioni, è ridotta a mera spettacolarizzazione, senza logica, senza senso né valore; una condizione in cui conflitto, guerra, criminalità, legalità, spiritualità, religione, intrattenimento, solitudine, memoria, disastro, speranza, sogno, incubo, si fondono nella crasi della simultaneità e della pornografia.
Fenomeno perpetrato dalla comunicazione mediatica e riscontrabile nella cronaca quotidiana, nel palinsesto di un qualsiasi tg o nelle pagine web che accompagnano le nostre esistenze. Durante la permanenza, invece, si ha l’impressione di essere esposti ad un sistema di raggi incrociati, da cui emergono questioni, immagini, rimandi, pensieri e testimonianze che mettono al centro l’urgenza e la potenza dell’umano.
Teste senza corpi accolgono il visitatore in un viaggio che attraversa fiaba, storia, mito, virtualità, attualità e inattualità. Un viaggio in cui è possibile, al contempo, riconoscere la grandezza e la nefandezza della civiltà umana, la forza e la debolezza dei popoli, la potenza e l’impotenza dell’individuo.
Un viaggio tra le opere di Svetlana Boiko (pittrice, designer – Russia) Denis Danscin (pittore – Russia), Alexander Dolosov (pittore – Russia), Daria Dyomkina (pittrice – Russia), Vasilisa Gherasimovskaja (pittrice – Bielorussia), Svetlana Lyadova (illustratrice, pittrice – Russia), Ella Manhattan (pittrice, grafica e fotografa – Turchia), Flavia Mastrella (scultrice e regista – Italia), Maria Sartori Spencer (fotografa – USA), Giovanni Talarico (scultore – Italia), Eftichia Tzanetoulakou (disegnatrice grafica – Grecia).
“Metapolitica – afferma la curatrice Maria Rosaria Gallo – è la categoria scelta per esprimere lo spirito di questa mostra. Un concetto sicuramente carico di significati, elaborati nel tempo, ma che nel prefisso meta lascia intravedere un oltre e un pre che riesce a denudare i meccanismi di un potere corrosivo che della politica moderna ha fatto la sua inespugnabile (?) fortezza.
L’arte oltre l’ipocrisia è l’esplicativo di un atteggiamento esistenziale che non rinuncia al pensiero e alla responsabilità.
Non solo un’espressione, ma un modus vivendi che rifiuta l’oggettivazione dell’umano, che si manifesta in esperienze singole ma condivise, e che mantiene la promessa dell’irriducibilità della vita a mero management, a mera ingegneria gestionale. Un approccio che rivendica il supremo diritto al futuro invocato dal re dello smascheramento, F. Nietzsche, e che risuona nelle parole dello storico Ernst Bloch: «Senza l’ipotesi che un altro mondo è possibile non c’è politica, c’è soltanto la gestione amministrativa degli uomini e delle cose».
La mostra sarà visitabile fino al 23 Agosto 2026, Venerdì e Sabato con orario 11.00 – 13.00 / 18.00 – 20.00, Domenica con orario 11.00 – 13.00.
Per info e appuntamenti +39 339.5028498 / arte@pramantha.com

















