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MARE VIETATO A ROCCELLETTA, BORGIA ALZA IL LIVELLO DEI CONTROLLI: «NON CERCHIAMO COLPEVOLI, CERCHIAMO LA CAUSA»


La sindaca Elisabeth Sacco: “Arpacal aumenti i campionamenti, Regione e Catanzaro verifichino il Corace. Nel 2021 segnalammo uno scarico di notevole entità nel fiume: oggi servono nuovi accertamenti, anche con i droni”

di REDAZIONE

– BORGIA (CZ) –  17 AGOSTO 2026 –  «A seguito della situazione che in questi giorni sta interessando alcuni tratti del litorale di Roccelletta e dei risultati dei controlli straordinari effettuati da ARPACAL, riteniamo necessario fornire alla cittadinanza una ricostruzione quanto più possibile completa delle attività svolte, delle verifiche immediatamente attivate e delle iniziative che il Comune di Borgia ha assunto e sta assumendo nei confronti degli altri Enti competenti. Lo facciamo con un principio che vogliamo chiarire sin dall’inizio: non è nostra intenzione puntare il dito contro nessuno, formulare accuse o anticipare responsabilità che possono essere individuate esclusivamente attraverso accertamenti tecnici e dati oggettivi».  E’ quanto afferma Elisabeth Sacco, sindaca di Borgia.

La sindaca aggiunge: «Allo stesso tempo, però, abbiamo una responsabilità precisa nei confronti della nostra comunità. quando si parla di salute pubblica, tutela ambientale e qualità delle acque non si può attendere, non si può rimandare e non si può lasciare inesplorato alcun elemento che possa contribuire a comprendere l’origine di una criticità. È nostro dovere verificare immediatamente ciò che ricade nelle competenze del Comune di Borgia e, contemporaneamente, chiedere agli altri Enti di fare altrettanto per quanto di rispettiva competenza. Ed è esattamente ciò che abbiamo fatto.

Il Comune di Borgia non ha atteso l’arrivo dei risultati analitici che hanno successivamente certificato la non conformità microbiologica per iniziare le proprie verifiche. Già nell’immediatezza e ancor prima che pervenissero al Comune gli esiti delle analisi ARPACAL che avrebbero poi evidenziato la non conformità, l’Amministrazione ha attivato le verifiche sulle infrastrutture fognarie comunali potenzialmente interessate. La prima cosa da fare era infatti controllare ciò che è direttamente nella nostra disponibilità e sotto la nostra responsabilità. Sono stati pertanto effettuati controlli sull’impianto di sollevamento comunale ubicato in località Laganusa e sulla condotta del Comune di Borgia attraverso la quale le acque reflue vengono convogliate verso l’impianto di depurazione di Catanzaro Lido».

La prima cittadina sottolinea ancora: «Tali verifiche sono state successivamente ripetute e ulteriormente riscontrate anche dopo l’acquisizione degli esiti di non conformità e nuovamente nella giornata odierna. Sulla base degli accertamenti effettuati dalla ditta incaricata della manutenzione degli impianti di sollevamento e dalla Responsabile del Settore Ambiente del Comune di Borgia, sia l’impianto di sollevamento di località Laganusa sia la condotta comunale risultano regolarmente funzionanti, come attestato nelle relative relazioni tecniche. Questo elemento viene reso pubblico non per escludere aprioristicamente alcuna ipotesi, ma perché riteniamo che la corretta informazione debba partire dai fatti: abbiamo verificato immediatamente ciò che è di competenza del Comune di Borgia e continueremo a verificarlo costantemente. Con comunicazione del 16 agosto, ARPACAL ha comunicato la non conformità ai parametri microbiologici previsti dalla normativa di due campioni relativi al tratto di mare antistante il Lido Cammello Grigio e allo specchio d’acqua antistante il Lido Acquatica. Il Comune ha pertanto adottato, in applicazione del principio di precauzione e a tutela della salute pubblica, l’Ordinanza Sindacale n. 28 del 16 agosto 2026, disponendo con effetto immediato il divieto temporaneo di balneazione nel tratto individuato dal provvedimento. L’ordinanza prevede espressamente che il divieto possa essere confermato, revocato, esteso o rimodulato sulla base degli ulteriori risultati analitici.

Parallelamente è proseguito e si è intensificato il lavoro di ARPACAL, alla quale va il nostro sincero ringraziamento per la presenza costante e per la disponibilità dimostrata in queste giornate. Già il 16 agosto, ARPACAL è tornata nei punti interessati effettuando nuovi campionamenti finalizzati alla ripetizione delle analisi. Anche nella giornata odierna ARPACAL ha effettuato nuovi campionamenti lungo tutto il litorale, ampliando ulteriormente il monitoraggio.

È esattamente questo il metodo che riteniamo  necessario, aumentare i punti di controllo, ripetere i prelievi e costruire una fotografia analitica quanto più possibile completa, perché ogni decisione deve essere fondata sui dati e non sulle supposizioni. Ringraziamo pertanto i tecnici e tutto il personale ARPACAL impegnato sul nostro territorio per il lavoro costante che stanno svolgendo».

Sacco, inoltre, evidenzia: «All’interno di un quadro così complesso riteniamo necessario prendere in considerazione anche la situazione del Fiume Corace, la cui foce insiste in prossimità del nostro litorale. Da tempo è infatti visibile come l’asse terminale del Corace, per effetto delle correnti marine e del moto ondoso, abbia subito una deviazione verso il litorale di Roccelletta di Borgia, determinando un orientamento delle acque in uscita dal fiume verso la nostra costa.

Anche su questo punto vogliamo evitare qualsiasi equivoco. Non stiamo affermando che la deviazione della foce costituisca la causa della non conformità microbiologica riscontrata da ARPACAL. Non abbiamo oggi gli elementi tecnici per stabilire un rapporto di causa ed effetto e non intendiamo farlo in assenza di evidenze scientifiche. Esiste tuttavia una condizione oggettiva e visibile sulla quale il Comune di Borgia ha già richiamato l’attenzione degli Enti competenti e sulla quale riteniamo necessario intervenire. Abbiamo pertanto nuovamente chiesto alla Regione Calabria il ripristino dell’asse del Corace, così da riportare il deflusso terminale del fiume verso il suo corretto andamento. In alternativa, manifestiamo sin d’ora la disponibilità del Comune di Borgia ad effettuare direttamente l’intervento a proprie spese, chiedendo alla Regione di rilasciare le necessarie autorizzazioni qualora ritenga percorribile questa soluzione.

Non chiediamo quindi soltanto un intervento ad altri, siamo disponibili ad assumerci direttamente l’onere economico dell’intervento, purché ci venga consentito di operare nel rispetto delle competenze e della normativa vigente.  Contestualmente, il Comune di Borgia ha formalmente richiesto al Comune di Catanzaro le analisi delle acque in uscita dal relativo impianto di depurazione.  Anche questa richiesta non vuole sottintendere alcuna attribuzione di responsabilità.

Riteniamo semplicemente che, di fronte a una non conformità microbiologica riscontrata nelle acque marine e alla presenza di un corso d’acqua che sfocia nell’area interessata, sia doveroso acquisire tutti i dati disponibili e verificare ogni segmento del sistema che possa fornire elementi utili all’individuazione delle cause».

La prima cittadina insiste: «Chiediamo al Comune di Catanzaro e alla Regione Calabria una collaborazione continua e coordinata, affinché le informazioni disponibili possano essere condivise e le verifiche possano procedere con la massima tempestività. Al Dipartimento Ambiente della Regione Calabria abbiamo inoltre formulato una richiesta specifica di effettuare una verifica puntuale dell’intero corso del Fiume Corace, e non soltanto del tratto terminale o della zona della foce. Riteniamo infatti necessario accertare l’eventuale presenza, lungo tutto il percorso del fiume, di scarichi abusivi, immissioni non autorizzate o altre situazioni potenzialmente critiche.

Abbiamo chiesto che questa attività possa essere effettuata utilizzando tutti gli strumenti tecnici disponibili e, ove ritenuto utile, anche attraverso l’ausilio di droni, che consentirebbero di effettuare una ricognizione estesa anche di zone difficilmente accessibili da terra e di individuare eventuali punti di immissione altrimenti non immediatamente visibili. Crediamo che un controllo di questo tipo possa rappresentare un contributo importante non soltanto per affrontare l’emergenza di questi giorni, ma soprattutto per costruire una soluzione strutturale e duratura. Perché il nostro obiettivo non può essere semplicemente attendere che i valori tornino conformi. Dobbiamo provare a comprendere perché si è verificata questa situazione e fare tutto ciò che è possibile affinché non si ripeta. La richiesta di verificare il corso del Corace non nasce da un’ipotesi formulata oggi.

Esiste una documentazione amministrativa del Comune di Borgia risalente all’agosto del 2021 che riteniamo corretto richiamare, proprio perché testimonia come il tema degli scarichi nel Corace fosse già stato oggetto di attività di controllo e di formali segnalazioni.

Nel corso delle verifiche effettuate allora sulla salubrità dell’alveo, personale del Comune di Borgia effettuò sopralluoghi lungo il corso del fiume. Nella documentazione del 14 agosto 2021 viene descritto un sopralluogo nel corso del quale l’alveo fu risalito per circa 1.700 metri, fino all’individuazione di uno scarico fognario descritto nella relazione come di “notevole entità”, proveniente dalla sponda ricadente nel territorio del Comune di Catanzaro e con immissione nell’alveo del Corace.

La documentazione dell’epoca contiene inoltre elementi fotografici e ubicativi relativi a quanto riscontrato. A questa attività fece seguito un’ulteriore relazione del 19 agosto 2021, nella quale vennero documentate ulteriori verifiche e uno scarico confluente direttamente nel corso d’acqua.  Il Comune di Borgia non si limitò a rilevare quanto riscontrato».

Poi annucia: «Le risultanze vennero formalmente segnalate agli Enti e agli organismi competenti, tra i quali: Procura della Repubblica; Legione Carabinieri – Sezione Forestale di Tiriolo; Regione Calabria – Dipartimento Ambiente e Territorio; Amministrazione Provinciale di Catanzaro – Settore Tutela dell’Ambiente; Ufficio Circondariale Marittimo – Guardia Costiera di Soverato;• ARPACAL – Dipartimento di Catanzaro; Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri (NOE);

Comune di Catanzaro. La documentazione dell’epoca venne dunque portata all’attenzione di una pluralità di soggetti istituzionali proprio affinché ciascuno, nell’ambito delle rispettive competenze, potesse effettuare gli approfondimenti necessari. Richiamare oggi quei documenti non significa sostenere che quanto individuato nel 2021 esista ancora nelle medesime condizioni né, tantomeno, affermare che sia all’origine dell’attuale episodio di non conformità. Sarebbe scorretto affermarlo senza nuovi accertamenti. Quegli atti ci dicono però una cosa altrettanto semplice e oggettiva, lungo il Corace in passato sono state riscontrate situazioni che il Comune di Borgia ritenne sufficientemente rilevanti da documentare e segnalare formalmente alle autorità competenti.

È quindi ragionevole e doveroso chiedere oggi una nuova verifica completa del corso d’acqua, naturalmente anche nel nostro territorio. Non per cercare un colpevole, ma per cercare una causa.

Desidero ringraziare il Dipartimento Ambiente della Regione Calabria ed in particolare l’Assessore regionale all’Ambiente, Antonio Montuoro, con il quale ho interloquito nella mattinata odierna e che sta seguendo costantemente l’evolversi della vicenda. Il confronto istituzionale è fondamentale perché una problematica che coinvolge un corso d’acqua, la sua foce e il mare non può essere affrontata da un singolo Comune. Servono competenze diverse, condivisione delle informazioni, tempestività negli accertamenti e capacità di intervenire sulle eventuali criticità che dovessero emergere».

La sindaca conclude: «Ed è esattamente questa collaborazione che il Comune di Borgia sta chiedendo. Vogliamo ribadirlo con chiarezza. Il Comune di Borgia non sta puntando il dito contro nessuno. Non abbiamo interesse ad alimentare contrapposizioni tra territori, tra Comuni o tra Istituzioni. E non intendiamo trasformare una questione di salute pubblica e tutela ambientale in una polemica istituzionale. Ma proprio perché non vogliamo formulare accuse, chiediamo che siano i controlli a parlare. Continueremo a collaborare con ARPACAL, Regione Calabria, Comune di Catanzaro e con tutti gli organismi competenti. Questo non significa puntare il dito. Significa esercitare fino in fondo la responsabilità che abbiamo nei confronti dei cittadini. Quando è in gioco la salute pubblica non possiamo permetterci di attendere, rinviare o sperare semplicemente che il problema si risolva da solo. Dobbiamo accertare le cause. Dobbiamo intervenire sulle eventuali criticità. Dobbiamo collaborare. E dobbiamo farlo adesso. Il Corace attraversa territori diversi e raggiunge il mare in prossimità del nostro litorale. L’acqua non conosce i confini amministrativi e proprio per questo nessuna Istituzione può affrontare da sola una questione di questa natura. Chiediamo dunque la collaborazione di tutti, con spirito costruttivo e senza contrapposizioni, affinché si arrivi a una ricostruzione completa e tecnicamente fondata di quanto sta accadendo. Perché, qualunque sia l’origine della criticità, non può essere il territorio di Borgia e non possono essere i cittadini, gli operatori economici e il nostro mare a pagarne le conseguenze. Continueremo a informare tempestivamente la cittadinanza sugli esiti dei campionamenti e sulle attività che verranno svolte. Con la stessa linea seguita fin dalle prime ore: prudenza nelle conclusioni, massima fermezza nei controlli e nessun ritardo quando si tratta di tutelare la salute pubblica. Sul sito https://www.arpacal.it/…/dati-controlli-straordinari… trovate i report aggiornati delle analisi effettuate con risultati acquisiti e con quelli in lavorazione. Aspettiamo nota ufficiale domattina».

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