STOP ALL’ACQUA CONTAMINATA A OLIVADI: REVOCATO IL DIVIETO. TORNA LA POTABILITÀ
I controlli dell’Arpacal e dell’Asp danno esito favorevole: ripristinato l’uso umano della rete idrica comunale. Il sindaco Nicola Malta firma la revoca dell’ordinanza che durava dallo scorso dicembre
di REDAZIONE
– OLIVADI (CZ) – 10 LUGLIO 2026 – Dopo oltre sette mesi di disagi, i cittadini di Olivadi possono finalmente riaprire i rubinetti di casa in totale sicurezza. Il sindaco del piccolo comune in provincia di Catanzaro, Nicola Malta, ha firmato l’ordinanza n. 15 che dispone la revoca immediata del divieto di utilizzo dell’acqua potabile ricavata dalla rete idrica e dai serbatoi comunali.
L’emergenza era scattata il 5 dicembre 2025, quando un provvedimento cautelativo aveva interdetto il consumo umano dell’acqua a causa di non meglio specificate anomalie nei parametri di salubrità. Oggi, grazie al completamento degli interventi correttivi e ai successivi riscontri scientifici, l’allarme è ufficialmente rientrato.
La svolta dopo le analisi
La parola fine su una vicenda che ha testato la resilienza della comunità locale è arrivata a seguito degli ultimi accertamenti condotti dalle autorità sanitarie. In data 24 giugno 2026, l’ASP di Catanzaro (Area Dipartimentale di Prevenzione di Soverato) ha effettuato un decisivo campionamento presso il punto di prelievo di Via Duca degli Abruzzi.
Il giorno successivo, l’Arpacal ha trasmesso gli esiti analitici: i parametri chimici e batteriologici sono risultati pienamente favorevoli, certificando la totale salubrità e potabilità dell’acqua.

Le dichiarazioni istituzionali
L’atto sindacale mette in luce il superamento delle criticità attraverso la formula formale della revoca in autotutela, resa possibile dal mutamento della situazione di fatto. Nel testo si legge la chiara volontà di «procedere alla revoca dell’Ordinanza sindacale in oggetto, in quanto ne sono cessati i presupposti e sono venute meno le ragioni di pubblico interesse che hanno legittimato l’adozione del provvedimento sindacale».
Un passo necessario volto a «reintegrare l’uso e il consumo umano dell’acqua, cautelativamente sospeso, in favore dei cittadini».
L’ordinanza, pubblicata nell’Albo Pretorio del Comune fino al 10 luglio 2026, è stata trasmessa alla Polizia Municipale per garantire la massima diffusione e informazione alla cittadinanza. Contro il provvedimento resta comunque ammesso il diritto di ricorso al TAR Calabria entro 60 giorni o, in alternativa, al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.

















