IL TRIBUNALE DÀ RAGIONE A PAOLA PARRETTA: L’INCARICO IN ORTOPEDIA A SOVERATO DOVEVA ANDARE ALLA SECONDA IN GRADUATORIA
Accolto il ricorso presentato dall’avvocato Francesco Pitaro: riconosciuto il diritto della professionista a ottenere l’incarico di organizzazione nel reparto dopo il pensionamento della prima classificata
di REDAZIONE
– SOVERATO (CZ) – 8 MARZO 2026 – Una vicenda amministrativa che ruota attorno allo scorrimento delle graduatorie nella sanità pubblica approda davanti al Tribunale del Lavoro di Catanzaro e si conclude con una sentenza favorevole alla ricorrente. Il giudice ha infatti accolto il ricorso promosso dall’avvocato Francesco Pitaro nell’interesse della dottoressa Paola Parretta, riconoscendo il diritto della professionista a ottenere l’incarico di funzione di organizzazione del reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’ospedale di Soverato.
Il provvedimento, pubblicato oggi, interviene su una procedura amministrativa avviata dall’Asp di Catanzaro per l’assegnazione del ruolo di coordinamento del reparto. Secondo quanto ricostruito nel procedimento, la professionista aveva partecipato al bando classificandosi seconda nella graduatoria finale.
Il bando dell’Asp e la graduatoria
La procedura selettiva era stata bandita dall’Asp di Catanzaro per individuare il responsabile della funzione organizzativa nel reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’ospedale di Soverato. Al termine della selezione la dottoressa Paola Parretta si era collocata al secondo posto.
Successivamente la prima classificata è andata in pensione. In quella fase, secondo quanto ricostruito nel ricorso depositato davanti al Tribunale, Parretta aveva chiesto di ottenere l’incarico attraverso il normale scorrimento della graduatoria, ritenendo di averne diritto in base alla posizione acquisita.
L’azienda sanitaria, però, non avrebbe proceduto in quella direzione, circostanza che ha portato la professionista ad avviare il contenzioso davanti al giudice del lavoro.
Le contestazioni mosse all’Asp
Nel ricorso presentato dall’avvocato Francesco Pitaro, la condotta dell’azienda sanitaria viene descritta come omissiva e inadempiente rispetto agli obblighi derivanti da una graduatoria ancora valida.
Nel testo del ricorso si sottolinea che «esiste una graduatoria valida ed efficace ed esecutiva dalla quale l’Asp deve attingere e nella quale è collocata correttamente e legittimamente Paola Parretta».
Nell’atto difensivo viene inoltre evidenziato che, secondo la ricostruzione della ricorrente, l’azienda sanitaria avrebbe adottato comportamenti differenti in situazioni analoghe. Nel ricorso si legge infatti che «è grave e illegale e discriminatoria la condotta dell’Asp Catanzaro che da un canto in casi identici ha permesso lo scorrimento delle graduatorie e dall’altro canto, nel presente caso, ha illegalmente negato lo scorrimento».
Sempre nel documento giudiziario si contesta inoltre la decisione di conferire l’incarico a soggetti che, secondo la tesi della difesa, non risultavano inseriti nella graduatoria della selezione.
La decisione del Tribunale del Lavoro
Con la sentenza pubblicata oggi, il Tribunale del Lavoro di Catanzaro ha accolto il ricorso riconoscendo il diritto della dottoressa Paola Parretta all’attribuzione dell’incarico di coordinamento nel reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’ospedale di Soverato.
Il giudice ha ritenuto che, dopo il pensionamento della prima classificata, l’amministrazione avrebbe dovuto procedere allo scorrimento della graduatoria vigente, assegnando l’incarico alla seconda candidata.
La decisione interviene dunque su un principio consolidato nella gestione delle procedure pubbliche: l’utilizzo delle graduatorie ancora efficaci per la copertura dei posti disponibili.
La posizione dell’avvocato Francesco Pitaro
A commentare la sentenza è lo stesso legale della ricorrente. In una dichiarazione diffusa il 6 marzo, l’avvocato Francesco Pitaro ha espresso soddisfazione per il pronunciamento del giudice.
«Si esprime soddisfazione per la sentenza emessa oggi dal Tribunale del Lavoro di Catanzaro che ha applicato correttamente i principi vigenti in materia e ha sanzionato la condotta ostruzionistica e discriminatoria dell’Asp Catanzaro», afferma il legale.
Nella stessa dichiarazione Pitaro aggiunge che, secondo la decisione del Tribunale, l’incarico avrebbe dovuto essere assegnato attingendo dalla graduatoria della selezione e non conferito a soggetti che, come sostenuto nel ricorso, «non hanno partecipato ad alcuna selezione e che sono stati scelti nominativamente e personalmente».
Gli effetti della sentenza
La pronuncia del Tribunale del Lavoro di Catanzaro riconosce quindi il diritto della professionista all’incarico di funzione organizzativa nel reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’ospedale di Soverato, stabilendo che la procedura avrebbe dovuto seguire il criterio dello scorrimento della graduatoria.
La sentenza definisce il contenzioso in primo grado e chiarisce l’interpretazione applicata dal giudice rispetto alla gestione della graduatoria relativa alla selezione indetta dall’Asp di Catanzaro.

















