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A.S.P. ARMATA SPACCAMATTONI, ANGELO COLOSIMO PORTA IN SCENA AL TEATRO DEL GRILLO DI SOVERATO UNA COMMEDIA SURREALE SULLA PANDEMIA E LE PAURE COLLETTIVE


Domenica 1 marzo sul palco ironia, superstizione e provincia meridionale per raccontare il lato fragile dell’uomo contemporaneo

di REDAZIONE 

 –  SOVERATO (CZ) –  27 FEBBRAIO 2026 –  Nuovo appuntamento con il teatro contemporaneo al Teatro del Grillo di Soverato. Domenica 1 marzo 2026 debutta “A.S.P. Armata Spaccamattoni”, scritto e interpretato da Angelo Colosimo, produzione Wobinda Produzioni.

Uno spettacolo di 60 minuti, senza intervallo, che intreccia satira sociale, memoria recente e provincia italiana, restituendo al pubblico una narrazione tanto grottesca quanto sorprendentemente attuale.

La storia: tra provincia e pandemia

Siamo a San Pietro in Scavatore, borgo immaginario del Meridione dove il tempo sembra essersi fermato. Qui vivono i fratelli Bruzzano, non più giovanissimi, insieme alla madre. Il 5 febbraio 2020 decidono di trasferirsi a Lodi in cerca di lavoro, portando con sé la genitrice.

Pochi giorni dopo, il mondo si ferma.

L’esplosione della pandemia diventa miccia narrativa e detonatore simbolico. Nel paese d’origine, tra i tavolini dell’unico bar, prende corpo una teoria tanto assurda quanto rassicurante: sarebbero stati proprio i fratelli Bruzzano a scatenare il disastro globale.

È qui che nasce “L’Armata degli Spaccamattoni”, un manipolo di amici improvvisati giustizieri, pronti a violare la quarantena pur di riportare i presunti colpevoli “nel loro habitat naturale” e ristabilire l’ordine del mondo.

Superstizione e bisogno di colpevoli

“A.S.P. non è solo una commedia – spiega Colosimo – ma un racconto sulla necessità umana di trovare un responsabile quando la realtà diventa incomprensibile. La superstizione diventa una scorciatoia emotiva”.

Lo spettacolo gioca sul confine tra cronaca e immaginazione, mettendo in scena il meccanismo antico del capro espiatorio, amplificato dall’isolamento e dalla paura.

“Mi interessava raccontare – aggiunge l’autore – come, nei momenti di crisi, anche l’amicizia possa trasformarsi in un’alleanza fragile, sospesa tra ingenuità e fanatismo”.

Il viaggio della banda verso Lodi si trasforma così in un percorso iniziatico, fatto di ostacoli e scoperte, in cui la missione iniziale si complica fino a rivelare verità più profonde e inquietanti.

Una comicità che riflette

La cifra stilistica è quella della commedia surreale, capace di alternare ritmo brillante e sottile malinconia. Il microcosmo del borgo diventa lente d’ingrandimento sulle paure collettive dell’uomo moderno: il bisogno di controllo, la diffidenza verso l’altro, la facilità con cui nascono narrazioni alternative.

Il risultato è un affresco ironico e amaro insieme, dove il riso lascia spazio alla riflessione. Uno spettacolo che riporta sul palco una delle pagine più delicate della nostra storia recente, scegliendo la via dell’ironia per attraversare il trauma collettivo e restituirlo al pubblico con leggerezza intelligente.

Informazioni di scena

Data: 1 marzo 2026
Turno A: ore 17:00
Turno B: ore 20:45
Durata: 60 minuti, senza intervallo

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