CANTIERI FUORI CONTROLLO NEL VIBONESE, FILLEA CGIL DENUNCIA: «SETTE IRREGOLARITÀ SU OTTO AZIENDE ISPEZIONATE»
Repertorio
L’allarme del sindacato dopo gli ultimi controlli: lavoro nero, sicurezza violata e appalti pubblici senza vigilanza. Chiesta una task force permanente
di REDAZIONE
– VIBO VALENTIA – 12 FEBBRAIO 2026 – I risultati degli ultimi controlli nei cantieri edili della provincia di Vibo Valentia delineano un quadro definito “grave e strutturale” dal sindacato di categoria. Su otto aziende ispezionate, sette sono risultate irregolari. Un dato che, secondo la Fillea Cgil Calabria, conferma criticità già denunciate da tempo.
A renderlo noto è il segretario generale regionale, Simone Celebre, che in una nota diffusa nei giorni scorsi sottolinea come gli esiti delle verifiche diano pieno riscontro alle segnalazioni sindacali.
Lavoro nero e sicurezza violata
Le irregolarità riscontrate spaziano dal lavoro nero alle gravi violazioni delle norme sulla salute e sicurezza, fino alle sospensioni immediate delle attività e a sanzioni per migliaia di euro. Per il sindacato non si tratta di episodi isolati.
«Questi numeri non rappresentano un fenomeno episodico, ma un vero e proprio deficit strutturale», afferma Celebre, parlando di cantieri, pubblici e privati, «dove le norme elementari di sicurezza vengono ignorate e le condizioni igienico-sanitarie appaiono indegne».
Il nodo della Cassa edile e la concorrenza sleale
Un altro punto critico riguarda la mancata iscrizione dei lavoratori alla Cassa edile di Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, pratica che secondo la Fillea danneggia non solo i singoli operai, ma l’intero sistema.
Celebre sottolinea che si tratta di «una pratica che arreca un danno gravissimo non solo ai diritti dei lavoratori, ma anche alle imprese sane che operano nel rispetto delle regole e dell’impianto contrattuale».
Appalti pubblici sotto accusa
Particolare preoccupazione viene espressa per i cantieri pubblici. «Troppe stazioni appaltanti si limitano a un controllo puramente formale, abdicando al proprio ruolo di vigilanza attiva», denuncia il segretario regionale.
«Gli appalti pubblici dovrebbero essere un presidio di trasparenza. Invece, troppo spesso diventano terreno fertile per logiche di massimo ribasso, favorendo imprese irregolari e uno scaricabarile di responsabilità lungo la catena di appalti e subappalti», aggiunge Celebre.
La richiesta di una task force permanente
Per contrastare quella che viene definita una vera e propria deriva, la Fillea Cgil Calabria chiede «con forza l’istituzione immediata di una task force permanente» che coinvolga Ispettorato del lavoro, Asl, Inail, Prefetture e Forze dell’ordine, con un’attenzione particolare al territorio vibonese.
L’obiettivo è attivare controlli sistematici e continui, sia nei cantieri pubblici sia in quelli privati, chiamando in causa direttamente anche le stazioni appaltanti.
Sicurezza e legalità come priorità
«La sicurezza sul lavoro non può essere sacrificata sull’altare del profitto e dell’illegalità», conclude Celebre. «Ogni lavoratore ha il diritto di tornare a casa vivo e tutelato». Il sindacato ribadisce che continuerà a denunciare e vigilare «finché la legalità e la dignità del lavoro non diventeranno la regola».

















