IL CENTRODESTRA TENTA LA SPALLATA A CATANZARO: RACCOLTE 14 FIRME PER SCIOGLIERE IL CONSIGLIO COMUNALE
Palazzo De Nobili, sede del municipio di Catanzaro
Documento dal notaio, servono 17 sottoscrizioni entro il 20 febbraio per tornare al voto in primavera. Ecco La mossa
di REDAZIONE
– CATANZARO – 9 FEBBRAIO 2026 – È partita questa sera la raccolta firme dei consiglieri di centrodestra al Comune di Catanzaro per arrivare allo scioglimento anticipato della consiliatura, che scadrebbe naturalmente il prossimo anno. L’obiettivo è chiaro: raggiungere entro il 20 febbraio le 17 dimissioni necessarie per consentire il ritorno alle urne nella finestra elettorale della prossima primavera.
Al momento le firme apposte in calce al documento, redatto davanti a un notaio, sono 14. Un numero ancora insufficiente, ma considerato politicamente significativo dagli stessi promotori dell’iniziativa.
Chi ha firmato
A sottoscrivere l’atto sono stati sei consiglieri di Forza Italia, tre di Azione, due di Fratelli d’Italia, uno di Noi Moderati e uno del gruppo misto. Il documento resterà aperto nei prossimi giorni per consentire eventuali ulteriori adesioni.
Lobello: “Staccare la spina a questa amministrazione”
A spiegare il senso politico dell’operazione è Alessandra Lobello (Forza Italia):
«L’atto diverrà efficace nel momento in cui raggiungeremo 17 firme. I consiglieri qui presenti sono mossi da un’unica convinzione: staccare la spina a questo governo cittadino. La città sta pagando un prezzo troppo alto e non siamo più disposti a permetterlo».
Lobello ha poi chiarito che la porta resta aperta: «Attendiamo le valutazioni di altri colleghi, che potranno liberamente recarsi dal notaio entro il 20 febbraio».
Donato: “Un’amministrazione che non ascolta”
Ancora più duro il giudizio di Valerio Donato, capogruppo di Azione ed ex candidato sindaco del centrosinistra nel 2022: «È un’amministrazione che ha dimostrato in questi anni di non essere all’altezza della città e dei gravi problemi che l’affliggono. Ma soprattutto è un’amministrazione incapace di ascoltare».
Donato rivendica i tentativi di dialogo rimasti senza esito: «Abbiamo più volte sollecitato un dibattito per trovare soluzioni adeguate. Si è invece scelto di rinchiudersi a riccio, evitando ogni confronto in Consiglio e fuori dal Consiglio».
Il senso politico
Secondo il leader di Azione, l’iniziativa va oltre i numeri: «Questo atto tenta di compulsare la città intera, non soltanto il Consiglio comunale, per aprire una discussione nuova sul futuro di Catanzaro».
Lo scenario se fallisce
Nel caso in cui non si arrivasse alla soglia delle 17 firme, Donato ridimensiona le conseguenze:
«Non cambia nulla. Continueremo a fare opposizione cercando di indirizzare l’azione amministrativa verso il bene collettivo. Se non sarà possibile, come non lo è stato finora, attenderemo con pazienza la fine naturale della consiliatura».

















