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SQUILLACE IN PREGHIERA PER SANT’AGAZIO: LA CITTÀ CELEBRA LA TRASLAZIONE DELLE RELIQUIE


Fede, tradizione e partecipazione: la comunità si stringe attorno al suo Santo Patrono in preghiera e gioia collettiva

di REDAZIONE 

SQUILLACE (CZ) –  18 GENNAIO 2026 –  Lo scorso 16 gennaio, Squillace si è raccolta in un momento di profonda devozione per celebrare Sant’Agazio, patrono della città e compatrono dell’arcidiocesi, rinnovando nella Basilica Concattedrale Santa Maria Assunta la memoria della traslazione delle sue reliquie. La festa, infatti, ricorda l’arrivo miracoloso delle reliquie del martire Agazio sul lido squillacese. Una giornata semplice ma intensa, che ha visto la partecipazione attenta della cittadinanza.

Tra spiritualità e suggestione

La devozione della comunità di Squillace verso Sant’Agazio affonda le radici in un episodio leggendario, tramandato nel corso dei secoli tra il VII e il IX secolo. Durante il periodo dell’iconoclastia, si racconta che il corpo del martire fosse stato rinchiuso in una cassetta di piombo e gettato in mare dagli iconoclasti. Le acque del mare Ionio, però, non riuscirono a sommergere la preziosa urna: guidata da quella che la tradizione interpreta come provvidenza divina, essa giunse miracolosamente sulle spiagge di Squillace.

Da quel momento ebbe inizio un altro episodio straordinario: le reliquie furono poste su un carro trainato da buoi, che, senza alcuna guida umana, iniziarono a risalire verso la collina dove oggi sorge la città. Una volta raggiunto il luogo, gli animali si inginocchiarono e si rifiutarono di proseguire, segnalando secondo il popolo un volere divino: Sant’Agazio aveva scelto Squillace come sua dimora e protettore della comunità.

Commosso da questo miracolo, il popolo accolse le reliquie in processione, trasportandole fino alla Cattedrale, dove il Santo è venerato da allora come patrono della città e della diocesi, simbolo di protezione, fede e identità spirituale per generazioni di fedeli.

La presenza del Vescovo

La celebrazione è stata presieduta dall’arcivescovo metropolita di Catanzaro – Squillace, mons.  Claudio Maniago, che ha guidato la comunità nella preghiera e nella riflessione sul legame storico e spirituale con il Santo Patrono. La liturgia ha confermato il forte senso di identità religiosa e culturale che unisce Squillace a Sant’Agazio. « La festa di Sant’Agazio rappresenta per noi un’occasione per aprire il cuore alla presenza del Signore. Affidandoci alla protezione del Santo, riscopriamo ogni anno il valore dell’accoglienza e della condivisione con i nostri fratelli e con Dio», ha sottolineato nell’omelia il presule.

La voce del sindaco

Il sindaco di Squillace, Enzo Zofrea, riavvolgendo il nastro sulla giornata di festa parla, invece, di «un momento che rinnova ogni anno il legame autentico tra la nostra città e Sant’Agazio. La partecipazione della comunità dimostra quanto la fede e la tradizione siano ancora vive e condivise da tutti.”

Tradizione e comunità

Al termine della funzione religiosa, si è svolto il tradizionale “girello”, momento di festa che coinvolge grandi e piccoli e che accompagna la comunità in un percorso di gioia e condivisione.  Il “girello” è una processione tradizionale che si svolge a Squillace al termine della liturgia eucaristica in occasione della festa della Traslazione delle reliquie di Sant’Agazio (16 gennaio).  Si tratta di un corteo festoso e religioso nel quale la statua o l’urna con le reliquie del Santo viene portata in processione nella piazza Vescovado e intorno alla Concattedrale.

La processione non è solo un rito devozionale: richiama la memoria storica e simbolica di un evento fondativo per la comunità squillacese. Secondo la tradizione, infatti, dopo che le reliquie del martire approdarono miracolosamente sulla spiaggia di Squillace, furono traslate nelle mura della città con grande partecipazione popolare. Il corteo con il santo rappresenta la rievocazione di quel trasporto festante delle ossa, come gesto di fedeltà e riconoscenza da parte della comunità verso il suo Patrono.

Nel linguaggio locale, il “girello” indica essenzialmente l’atto di “girare” o camminare insieme, seguendo la reliquia attorno ai luoghi simbolici della città — un modo per coinvolgere i fedeli in una “circolarità” di fede e comunità.   Questa usanza si colloca, quindi, tra rito religioso e folklore popolare: è un momento di preghiera collettiva ma anche di condivisione pubblica, che in passato faceva da preludio alle celebrazioni civili tuttora legate alla festa patronale.

La giornata si è conclusa con il bacio della reliquia, gesto simbolico di devozione, seguito da uno spettacolo pirotecnico al ritmo della banda musicale cittadina, che ha trasformato la piazza in un tripudio di colori e suoni. La celebrazione ha così unito fede, tradizione e spettacolo, confermando che il legame tra Squillace e Sant’Agazio è vivo, sentito e condiviso da tutti.

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