DETENUTO SALVATO IN EXTREMIS IN CARCERE A CATANZARO, IL SINAPPE CHIEDE UN RICONOSCIMENTO UFFICIALE PER L’AGENTE INTERVENUTO
Alla Casa circondariale della città capoluogo un detenuto viene salvato grazie alla prontezza di un agente di polizia penitenziaria
di REDAZIONE
– CATANZARO – 28 DICEMBRE 2025 – Nella giornata di ieri, all’interno della Casa Circondariale di Catanzaro, un detenuto ha compiuto un tentativo estremo che avrebbe potuto avere conseguenze irreversibili. Le circostanze e le motivazioni alla base del gesto non sono, allo stato, chiarite. A evitare l’esito più grave è stato l’intervento immediato di un agente di polizia penitenziaria, che ha agito con tempestività riuscendo a salvare la vita dell’uomo.
La comunicazione del SiNAPPe
A rendere noto l’accaduto è stato il Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria (SiNAPPe). In una nota diffusa ieri, la vice-segretaria regionale Cristina Busà ha ricostruito l’episodio sottolineando il ruolo determinante dell’operatore intervenuto. «Grazie alla rapidità e al coraggio di un agente di polizia penitenziaria, la vita del detenuto è stata salvata», ha dichiarato Busà, precisando che l’azione si è svolta in pochi istanti e in condizioni di particolare delicatezza.
La richiesta di un riconoscimento ufficiale
Nel comunicato, il SiNAPPe esprime «la più viva ammirazione e gratitudine» nei confronti del collega coinvolto e rivolge una richiesta formale all’Amministrazione Penitenziaria. «Chiediamo che venga riconosciuto ufficialmente il valore e la dedizione di questo agente – afferma Cristina Busà nella nota – auspicando la formulazione di una richiesta di ricompensa formale e il rilascio di un attestato di stima per l’intervento effettuato».
Il ruolo della polizia penitenziaria
La vice-segretaria regionale del SiNAPPe collega l’episodio a una riflessione più ampia sulle condizioni di lavoro negli istituti di pena. «Oggi più che mai – conclude Busà – è necessario ribadire l’importanza del ruolo degli agenti di polizia penitenziaria e la necessità di riconoscere e valorizzare il loro impegno quotidiano per la sicurezza e la tutela della vita all’interno delle carceri».

















