CALABRIA SENZ’ACQUA: LA MAPPA DELLA SICCITÀ CHE RIDISEGNA GLI ACQUEDOTTI REGIONALI
Portate in calo, invasi sotto stress e sistemi idrici ridotti: la fotografia aggiornata di una crisi strutturale
di REDAZIONE
PRESERRE (CZ) – 19 DICEMBRE 2025 – La Calabria attraversa una fase di siccità grave e persistente che non può più essere letta come un’emergenza temporanea. I dati più recenti sulle risorse idriche potabili restituiscono un quadro diffuso di riduzione delle portate, con effetti concreti sugli acquedotti che riforniscono ampie porzioni del territorio regionale. La tendenza, ormai consolidata, segnala una trasformazione strutturale del sistema idrico calabrese, sempre più esposto agli effetti dei cambiamenti climatici.
Crotonese, l’Altopiano Silano sotto pressione
Nel Crotonese la criticità appare particolarmente marcata negli acquedotti alimentati dall’Altopiano Silano. Lo schema Sila Badiale, che serve San Giovanni in Fiore, Caccuri, Castel Silano e Cerenzia, registra una riduzione del 30% delle disponibilità idriche. Un dato sovrapponibile a quello dello schema Brigante-Pulitrea, che alimenta Cotronei e integra le forniture per gli stessi comuni. In flessione anche lo schema Tacina, con un calo del 25%, che incide su Petilia Policastro, Santa Severina, Roccabernanda, Scandale, San Mauro Marchesato e Cutro.
Catanzarese, sorgenti e acquedotti in sofferenza
Nella provincia di Catanzaro la situazione non mostra segnali di miglioramento. L’acquedotto Posino-Montenero, al servizio di Tiriolo, Settingiano, Amato e Miglierina, segna una diminuzione del 30% della portata. Ancora più critica la condizione dell’acquedotto Limbè-Maricello: la sorgente Limbè, che rifornisce Borgia, è scesa a meno della metà della portata ordinaria.
Savuto e Lametino, un’anomalia che si estende
Allarme anche per l’acquedotto Savuto, che a metà dicembre presenta un calo del 30%, una condizione mai registrata in questo periodo dell’anno. La riduzione interessa 25 comuni tra le province di Catanzaro e Cosenza, coinvolgendo centri strategici come Lamezia Terme e numerosi comuni dell’area collinare e montana. Nel Lametino, l’acquedotto Vattendieri produce appena 50 litri al secondo rispetto ai 150 ordinari, con ripercussioni su San Pietro a Maida, Maida, Curinga, Feroleto Antico, Serrastretta e sul tratto terminale di Lamezia Terme.
Cosentino, stabilità apparente e nuovi cali
Nel Cosentino l’acquedotto Abatemarco mostra una situazione relativamente stabile dopo una lieve ripresa registrata nella settimana precedente, ma resta comunque al di sotto dei livelli dello scorso anno, incidendo su 26 comuni, tra cui Cosenza, Rende e Castrolibero. Più preoccupante l’andamento dell’acquedotto Bufalo, che negli ultimi giorni ha subito un ulteriore calo del 10%, con effetti su un’ampia fascia di comuni a sud del capoluogo. Le produzioni degli acquedotti del Tirreno cosentino, invece, non destano al momento particolari timori, anche grazie all’attivazione dei pozzi estivi.
Reggino, invasi ai minimi storici
Nell’area metropolitana di Reggio Calabria la situazione assume contorni particolarmente allarmanti. A differenza dello scorso anno, quando le precipitazioni di dicembre avevano contribuito alla ricarica delle risorse, oggi la Diga del Menta si colloca ai minimi storici. L’acquedotto Tuccio registra una riduzione del 30% della produzione sorgiva, rendendo necessario l’avvio del piano della Protezione Civile, con interventi di riattivazione di pozzi inattivi da anni.
Vibonese, cali progressivi e strutturali
Nel Vibonese l’acquedotto Poro-Vasilicò, che serve diversi comuni dell’entroterra, segna una riduzione del 15% rispetto allo scorso anno e del 40% rispetto a dieci anni fa. Anche le sorgenti Conture e Santa Ruba mostrano segni di sofferenza, mentre la Diga dell’Alaco registra una diminuzione dei prelievi legata alla mancata ricarica naturale dell’invaso.
Il monitoraggio istituzionale
Sorical, in coordinamento con la Regione Calabria, le autorità competenti e la Protezione Civile, continua il monitoraggio costante del sistema idropotabile regionale. L’obiettivo dichiarato è mantenere l’equilibrio delle forniture, riducendo al minimo i disagi per le comunità servite. La società ribadisce inoltre l’invito a un uso responsabile e consapevole dell’acqua, risorsa sempre più centrale in un contesto segnato dagli effetti evidenti del clima che cambia.

















