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NASCE IL PATTO DI COMUNITÀ PER AFFRONTARE LE EMERGENZE EDUCATIVE: A LAMEZIA SCUOLA, ISTITUZIONI E TERZO SETTORE INSIEME PER UN NUOVO MODELLO DI INCLUSIONE


Sottoscritto il protocollo tra l’Istituto Gatti-Manzoni-Augruso e le forze sociali: obiettivo ridurre la dispersione, sostenere i plessi più fragili e costruire una Comunità educante che coinvolga famiglie, enti e associazioni

di REDAZIONE

–  LAMEZIA TERME (CZ) –  6 DICEMBRE 2025 –  Una pagina significativa si apre per Lamezia Terme con la firma del Patto di Comunità tra l’Istituto comprensivo Gatti-Manzoni-Augruso e una rete ampia di realtà sociali e istituzionali. Il tavolo tecnico, riunitosi nella sede centrale di via Amendola, rappresenta l’esito di un percorso avviato dalla dirigente Antonella Mongiardo, che ha promosso un dialogo costante con Comune e associazioni del territorio per affrontare in modo condiviso le crescenti emergenze educative.

Un protocollo costruito a più voci

Al patto hanno aderito l’ufficio Servizi alla persona del Comune di Lamezia, l’ANPS, l’OPIS, l’Associazione Donne e Futuro, la cooperativa Lasteida e l’Associazione Senza Nodi.
Alla riunione erano presenti anche l’assessore alla cultura Annalisa Spinelli e il presidente del Consiglio d’Istituto Antonio Falvo.

La dirigente Mongiardo ha illustrato la situazione critica di alcuni plessi, dove il disagio scolastico è strettamente legato al contesto socio-familiare degli alunni: “Non può essere solo un problema della scuola, ma dell’intera comunità”.

Dalle pluriclassi alle classi omogenee

Tra i temi discussi, la trasformazione delle pluriclassi in gruppi omogenei per età, per garantire un equilibrio educativo e ridurre difficoltà relazionali e didattiche. Docenti e famiglie avevano già espresso l’esigenza di intervenire, soprattutto nei plessi periferici più fragili.

Il nodo dell’integrazione

Un capitolo centrale è stato quello dell’integrazione degli alunni di etnia rom.  Secondo Bianca Lillo, è indispensabile un inserimento più uniforme in tutte le scuole cittadine, con un impegno attivo delle istituzioni.  L’assessore Spinelli e i dirigenti Careri e Saladini hanno evidenziato l’importanza di avviare l’inclusione “fin dai primi anni dell’infanzia”, per costruire percorsi efficaci e realmente condivisi.

Verso una vera Comunità educante

L’idea del patto nasce dal lavoro congiunto svolto negli ultimi mesi su legalità ed educazione civica, spesso in collaborazione con forze dell’ordine e ANPS.  Per il presidente di OPIS Alfredo Saladini, il protocollo incarna una visione di scuola come centro nevralgico di una Comunità educante: “Nessun attore può operare da solo. Servono responsabilità condivise, azioni coordinate e stabili per contrastare dispersione e favorire partecipazione”.

Obiettivi del patto triennale

Il protocollo punta a: ridurre la dispersione scolastica; valorizzare i talenti degli alunni con attività curriculari ed extracurriculari; rafforzare la cittadinanza attiva, la creatività e il lavoro laboratoriale; promuovere uscite didattiche e iniziative di conoscenza del territorio; coinvolgere attivamente famiglie e studenti nel percorso educativo.  Gli assistenti sociali del Comune supporteranno attività formative sui diritti e doveri degli studenti; le associazioni offriranno contributi di volontariato, affiancamento e consulenza ai docenti, mantenendo un clima sereno e inclusivo.

Il ruolo del Comune

L’assessore Annalisa Spinelli ha ribadito “l’importanza della cooperazione tra istituzioni e forze sociali” per sostenere la crescita della comunità e rafforzare il legame tra scuola e territorio.

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