PRISONERS TAX, LA CORTE D’APPELLO RIBALTA IL PROCESSO: ASSOLTI SETTE IMPUTATI: CROLLA L’IMPIANTO ACCUSATORIO
La Seconda sezione penale annulla quasi tutte le accuse: cadono associazione e traffico di droga, tra assoluzioni piene, prescrizioni e revoche delle sanzioni accessorie
di REDAZIONE
– PRESERRE (CZ) – 6 DICEMBRE 2025 – La Corte d’Appello di Catanzaro ha riscritto in modo radicale il giudizio di primo grado sull’operazione “Prisoners Tax”, assolvendo sette imputati e dichiarando prescritte le residue imputazioni. Il collegio presieduto da Roberta Carotenuto, con i consiglieri Maria Rosaria di Girolamo e Assunta Maiore, ha di fatto demolito l’impianto accusatorio che nel 2022 aveva sostenuto l’esistenza di una rete organizzata dedita allo spaccio di stupefacenti nel Soveratese.
Assoluzioni piene e crollo dell’associazione
La Corte ha riconosciuto che Romano Ponzo, Giuseppe Santise, Anna Maria Gregoraci e Francesco Mongiardo non hanno commesso i fatti contestati nei capi principali. Cadono dunque le imputazioni più pesanti, comprese quelle di presunta appartenenza alla cosca “Procopio-Mongiardo”. Contestualmente vengono revocate le misure accessorie inflitte in primo grado, tra cui l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Per Francesca Cosentino e Francesco Tassone, i giudici hanno dichiarato il non doversi procedere per i reati residui, ormai coperti da prescrizione.
La posizione di Procopio: assoluzione e pena sospesa
Caso a parte quello di Salvatore Procopio, assolto dal capo principale “per non aver commesso il fatto”. Le ulteriori contestazioni sono state dichiarate prescritte. Rimane solo una condanna marginale, rideterminata in otto mesi di reclusione e 1.000 euro di multa, con esecuzione sospesa. Anche per lui cadono tutte le sanzioni accessorie.
Una ricostruzione giudiziaria che si sgretola
L’inchiesta avviata nel 2019, che aveva portato a 25 misure cautelari e coinvolto 37 indagati, ipotizzava un sistema ramificato di spaccio di marijuana, hashish e cocaina. La sentenza di secondo grado, però, smonta l’intera narrazione, escludendo la tenuta dell’associazione per delinquere e ridimensionando la portata delle accuse sul traffico di droga, per assenza di prove e per intervenuta prescrizione.

















