IL DUOMO DI CATANZARO RINASCE, CANTIERE RIVOLUZIONARIO: PRESTO VISIBILI PER LA PRIMA VOLTA L’ASSUNTA E LA MADONNINA
Demolizioni al via con maxi-gru. Precarietà strutturale confermata dopo i crolli. Un progetto da 9,1 milioni di euro, modello nazionale di restauro
di REDAZIONE
– CATANZARO – 21 OTTOBRE 2025 – Proseguono a ritmi serrati i complessi lavori di restauro della Cattedrale di Catanzaro, chiusa da tempo al culto a causa di gravi criticità strutturali. La fase attuale è decisiva: sta per essere completata la demolizione di tutte le componenti in cemento armato gravemente ammalorate. Per questa operazione di alta ingegneria, è stata impiegata una grande gru appositamente progettata e realizzata su misura per poter operare all’interno dello stretto centro storico.
Questo presidio tecnico è fondamentale non solo per la rimozione delle travi in calcestruzzo armato, ma anche per lo smontaggio e il rimontaggio di parti pericolanti. Tali attività hanno tristemente confermato la precarietà strutturale dell’immobile, ricostruito frettolosamente dopo il 1943, giustificando la cautelativa interdizione che si era resa necessaria a seguito di crolli improvvisi. La controsoffittatura della navata centrale e diverse travi in CLS, oggi rimosse, erano in condizioni conservative disastrose.
Un cantiere strategico da oltre 9 milioni di euro
L’intervento è il risultato di un virtuoso e sinergico impegno pubblico che ha visto convergere finanziamenti da diverse fonti: MiC, Regione Calabria e Provveditorato alle Opere Pubbliche. Con un impegno economico che sfiora i 9,1 milioni di euro di fondi pubblici, il restauro della Cattedrale di Catanzaro si posiziona come uno dei cantieri di recupero di edifici di culto più importanti del Sud Italia.
Il progetto, affidato allo Studio Battista con la consulenza specialistica dello Studio Giannantoni Ingegneria, è stato fortemente voluto da istituzioni e cittadinanza e condiviso in ogni sua fase, come evidenziato dalla conferenza stampa che ha visto la partecipazione delle massime cariche istituzionali, tra cui l’On. Wanda Ferro e S.E. Mons. Claudio Maniago.
Storia e skyline: modifiche strutturali minime per la sicurezza
Nonostante la complessità e le necessità strutturali, la linea guida del progetto è il massimo rispetto per la storia e l’immagine iconica del Duomo. Esternamente, l’edificio rimarrà inalterato. L’unica, inevitabile modifica riguarderà un leggero abbassamento della sola cupola, non percepibile a distanza, resosi indispensabile per superare criticità strutturali altrimenti insormontabili. Tale soluzione non intaccherà lo skyline cittadino, di cui la Cattedrale è assoluta protagonista.
Internamente, su indicazione di S.E. Maniago, si riproporrà una spazialità vicina all’ultima facies pre-bombardamento, ritenuta maggiormente aderente alle esigenze liturgiche e spirituali.
La Madonnina e l’Assunta: il restauro che si fa spettacolo
Una notizia entusiasmante riguarda le opere d’arte. Sarà presto avviato un protocollo d’intesa tra SABAP e Provincia di Catanzaro per aprire un cantiere di restauro visitabile presso il MARCA. Protagoniste saranno la tela dell’Assunta, già pala d’altare settecentesca, e la statua bronzea della Madonnina dell’artista Giuseppe Rito, simbolo e faro per i catanzaresi, già rimossa dal campanile.
Questo “cantiere aperto”, finanziato dalla Soprintendenza, offrirà un’occasione senza precedenti per ammirare da vicino le opere durante gli interventi di recupero. La Madonnina, una volta restaurata, tornerà al suo posto, così come le campane già rimosse.
Catanzaro modello nazionale: un cantiere che sarà visitabile
L’alta qualità progettuale e la complessità delle soluzioni strutturali adottate faranno del restauro della Cattedrale di Catanzaro un modello nazionale nel campo degli edifici sacri ricostruiti dopo il secondo conflitto mondiale. L’esperienza sarà oggetto di una pubblicazione e di conferenze specialistiche per la divulgazione delle strategie operative.
Una volta completata la complessa fase di demolizione, il cantiere del Duomo sarà aperto a giornate dedicate per la cittadinanza, offrendo a tutti l’eccezionale opportunità di condividere il percorso virtuoso che mira a restituire alla collettività un edificio di culto che è l’assoluto punto di riferimento del centro storico.

















