UNA VOCE LETTERARIA TRA CALABRIA E WEB: ADDIO A TITINA FUNARO, LA POETESSA CHE HA RICAMATO CROPANI NELLA MEMORIA
Il paese natale in lutto ricorda i suoi versi e i racconti della “Crune dell’Ago”
di REDAZIONE
– CROPANI (CZ) – 4 OTTOBRE 2025 – La comunità di Cropani è in lutto per l’improvvisa scomparsa di Concetta (Titina) Funaro in Morabito. Nonostante vivesse da molti anni a Gioia Tauro, Titina Funaro non ha mai reciso il legame con il suo paese natale, un affetto profondo e viscerale che ha nutrito la sua intera produzione artistica e la sua partecipazione attiva alla vita sociale, anche attraverso i social media. Amica e compagna di giochi per i coetanei di un tempo, è stata per molti anche una presenza costante su Facebook, dove condivideva regolarmente le sue poesie e il manoscritto “L’ impronta della memoria”, interamente pubblicato online. Quest’opera, in particolare, rappresenta un affresco commovente e dettagliato della vita quotidiana di Cropani e della sua famiglia, con personaggi indimenticabili come Micuzzo, Laura, Maria, Teresa, Adelina e il mitico “mastro Gigino” e la sua iconica Balilla.
La poetica e l’orgoglio di un riconoscimento
Titina Funaro ha coltivato la passione per la poesia fin dagli anni Settanta, come lei stessa amava ricordare. Nel 2007 ha dato alle stampe il volume “La cruna dell’ago”, edito da Ibiskos, che raccoglie diverse delle sue composizioni, tutte intrise di un amore incondizionato per la sua terra. Un’ulteriore prova del suo valore artistico e del legame indissolubile con Cropani è arrivata dal fondatore e presidente del Premio Mar Jonio, Luigi Stanizzi, che l’ha annoverata tra i più prestigiosi figli di Cropani.

Questo importante riconoscimento rappresentava per lei un motivo di grande orgoglio, essendo stato, forse, l’unico gesto pubblico di riconoscenza ricevuto dalla sua città d’origine.
L’impronta indelebile di un’epoca
Il ricordo di Titina Funaro è legato anche alle immagini dolci e toccanti della sua infanzia. Una foto in bianco e nero la ritrae nel lontano 1955, dolce fanciulla con le sue inconfondibili lunghe trecce, seduta sul primo gradino durante una lezione di catechismo tenuta da Gaetana Basile, delegata dall’Azione Cattolica, affiancata dalla sorella Sara. Successivamente, la giovane Titina imparò la raffinata arte del ricamo del pizzo di Cantù presso il laboratorio delle monache, affiancando suor Gina e le allieve più grandi. Titina Funaro in Morabito lascia in eredità ai suoi numerosi estimatori cropanesi versi carichi di memoria e di un amore perenne per le radici che non ha mai smesso di onorare, un’impronta destinata a durare nel tempo.

















