VERSO LA PRIMA CAMPANELLA A CHIARAVALLE CENTRALE, L’OPPOSIZIONE INCALZA: «LA SCUOLA DI VIA MARTELLI NON È ANCORA PRONTA»
“Scale interne e spazi non adeguati agli alunni: i consiglieri di minoranza chiedono risposte urgenti. Silenzio dal sindaco Donato anche sul rischio di perdere per sempre la scuola di Pirivoglia”
di REDAZIONE
– CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – 7 SETTEMBRE 2025 – “Dopo oltre cinque anni di chiusura e un investimento pubblico di oltre 8 milioni di euro, la scuola primaria di via Martelli riaprirà i battenti. Un traguardo atteso da tutta la comunità, ma che arriva accompagnato da ombre e criticità segnalate dal Responsabile della Sicurezza della scuola stessa: scale interne non pienamente sicure, spazi nati come uffici e oggi adattati ad aule (non idonee), servizi igienici inadeguati per i più piccoli”. Lo scrivono, in una nota, i consiglieri comunali di Chiaravalle Centrale Giuseppe Rauti, Vito Maida e Claudio Foti.
“Certamente – scrivono – come consiglieri di minoranza non possiamo che esprimere soddisfazione per la riapertura di un plesso storico, rimasto chiuso troppo a lungo e finalmente restituito alla città. Dopo oltre cinque anni di chiusura e un investimento pubblico di più di 8 milioni di euro, la scuola primaria di via Martelli torna finalmente alla sua destinazione originaria: accogliere studenti e personale scolastico. Un ritorno atteso da tutta la comunità, reso possibile grazie a un imponente intervento di adeguamento sismico ed efficientamento energetico, che ha comportato la totale demolizione e ricostruzione dell’involucro interno dell’edificio”.
“Tuttavia – è la nota dolente – a pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico 2025/2026, non possiamo sottovalutare le criticità segnalate dalla scuola stessa, che rischiano di offuscare la gioia di questo traguardo. Il Responsabile della Sicurezza (RSPP) ha infatti già effettuato due sopralluoghi, dai quali sono emerse osservazioni puntuali che rendono l’apertura subordinata a ulteriori sistemazioni. Le principali criticità riguarderebbero: le scale interne di collegamento, che non garantirebbero appieno i requisiti di sicurezza necessari per gli alunni; i locali progettati come uffici amministrativi, oggi forse destinati ad aule didattiche, in contrasto con la destinazione originaria. Tali spazi, infatti, non presentano tutti gli accorgimenti indispensabili per ospitare alunni e attività scolastiche. Basti pensare ai servizi igienici, concepiti per uffici e non adeguati a bambini della scuola dell’infanzia e della primaria, o all’assenza di quegli adattamenti strutturali che dovrebbero garantire la piena funzionalità didattica e la sicurezza degli studenti”.
“Si tratta di problemi certamente risolvibili – spiegano Rauti, Maida e Foti – ma che non avremmo mai immaginato potessero emergere alla vigilia della riapertura di un edificio completamente ristrutturato. È legittimo chiedersi perché tali anomalie non siano state rilevate e corrette in tempo. Ma, sottolineano i consiglieri di minoranza, sono cose che possono capitare”.
“Un’ulteriore ombra – prosegue il documento – riguarda la scuola di Pirivoglia. Il cantiere, consegnato il 2 novembre 2021, è fermo ormai da anni e i lavori risultano a uno stato quasi embrionale. La decisione di trasformare gli uffici di via Martelli in aule sembra infatti collegata proprio al mancato completamento di quell’intervento. Un fatto gravissimo, frutto dell’incapacità dell’amministrazione Donato di adottare un atto di indirizzo chiaro (per tempo) per avviare le procedure di risoluzione contrattuale, lasciando il plesso di Pirivoglia nell’abbandono e privando famiglie e studenti di un presidio scolastico fondamentale.
Il rischio concreto è di perdere definitivamente la scuola di Pirivoglia, con danni incalcolabili per l’intera comunità scolastica. Per questo, pur ribadendo la nostra soddisfazione per la riapertura della primaria di via Martelli, chiediamo con forza che il sindaco e la Giunta convochino un incontro pubblico già sollecitato e chiariscano, senza ulteriori silenzi: quali siano le criticità effettivamente riscontrate; quali soluzioni si intendano adottare; in quali tempi sarà garantita la piena funzionalità del plesso”.
“Un sindaco che – concludono – si proclama a parole e solo sui suoi social aperto al dialogo (!) e al confronto, non può continuare poi a ignorare una richiesta legittima e fondata su questioni di primaria importanza. Su un tema così delicato, che riguarda la sicurezza e il diritto all’istruzione dei nostri bambini, il silenzio non è più accettabile: la trasparenza non è una concessione, ma un dovere”.

















