LA MALÌA DI UN’ESTATE CHE FUGGE: QUEL SAPORE AGRODOLCE DEL SETTEMBRE CHE ARRIVA
Il nono mese porta via l’amore e la spensieratezza di una stagione che sa di sale e di ricordi. Dai Falò di San Lorenzo ai baci rubati, fino all’istante in cui la vita si svuota, lasciandoti solo con un senso di vuoto e nostalgia
di Celeste Grazia POLITO
– PRESERRE (CZ) – 2 SETTEMBRE 2025 – “La bella stagione, che sta per finire, ti soffia sul cuore e ti ruba l’amore” scriveva Rino Gaetano nella sua canzone a “Mano a mano”. Tanto bella ed intensa quanto corta è l’estate. Attesa con la stessa adrenalinica emozione di una madre che porta in grembo il suo pargolo. Lunghe giornate buie, con gli occhi rivolti alla finestra, attendendo pazientemente la fine della scuola o del lavoro.
Il profumo delle viole
E di punto in bianco eccolo, quel profumo di quando sfioriscono le viole, il sole che fa capolino e che diventa piú raggiante del solito e quella senzazione di libertà e di un pizzico di emozione. Le piazze tornano rumorose, le spiagge colme di ombrelloni e ragazzi, gli uffici vuoti e le aule silenziose. La sveglia decide di prendersi le ferie e i libri rimangono lì, in mezzo alle scartoffie sparpagliate sulla scrivania, a prendere polvere, ancora instristiti dalla frase “E anche quest’anno ci vediamo a settembre” E la vita torna ad avere quel gusto dolce e un pizzico salato come il gelato del bar del tuo lido, rivedi gli amici di una vita con cui hai mantenuto i rapporti e ogni tanto scambi anche qualche sguardo fugace con quel ragazzo in particolare. Quello stesso con cui l’anno precedente a malapena parlavi. E durante il torneo di pallavolo e l’ennesima partita a tresette ci fai l’abitudine a quella routine.
Quell’età che sboccia
E i ricordi nascono da soli, la bellezza di quella giovane etá sboccia in un fiore che difficilmente i genitori riescono a tenere a bada o a tagliare. Volano parole, suonano sentimenti sempre piú forti e scappano baci davanti al falò della notte di San Lorenzo. E tutto ha colore, cominciando dai pranzi in famiglia, da cui si esce con la pancia piena per le lasagne della nonna, sazi per le risate con i cugini e ammaliato dai racconti della gioventù del nonno. Improvvisamente piomba il 27 agosto, guardi l’orologio, segna le 20:15. Perchè è giá buio? Perché parlano dell’ultima colazione al bar domattina e di quanto sará seccante il viaggio di ritorno?
L’amore rubato
Ed eccoti, settembre, seduto sulla riva, dopo baci agli zii e abbracci agli amici, da solo, accompagnato dalla malinconia e quel senso di vuoto che la bella stagione lascia. E si torna a casa, non sapendo sia l’ultima volta che si va via dal mare, con il sale sulla pelle e i ricordi nel cuore. Ci si butta sul letto, capendo di star vivendo gli anni migliori della vita, gli anni piú rigogliosi, piú gioiosi e vivaci. Si alza lo sguardo, volgendosi alla finestra: si sente l’estate che ruba davvero l’amore lasciando spazio alla nostalgia.

















