EOLICO ENOTRIA: UN “NO” FORTE DALLA COMUNITÀ DI SQUILLACE PER DIFENDERE MARE E FUTURO
Repertorio
Oggi si chiude il termine per le osservazioni al progetto “ricalibrato” che minaccia il Golfo di Squillace: i cittadini si uniscono ai Comuni contro un’opera senza benefici locali e dall’impatto devastante
di REDAZIONE
– SQUILLACE (CZ) – 2 LUGLIO 2025 – Oggi, 2 luglio, non è solo un giorno come un altro per la comunità di Squillace e dei territori limitrofi; è la data limite per far sentire la propria voce contro il progetto del parco eolico “Enotria”, promosso dalla società Acciona. Nonostante la riduzione delle turbine da 37 a 31, l’allarme resta alto. L’amministrazione comunale di Squillace, guidata dal sindaco Enzo Zofrea, ha espresso un netto “no”, unendosi ad altri comuni del territorio nel denunciare un’opera che, a loro dire, non porterebbe alcun vantaggio reale alla comunità locale, ma solo rischi ambientali e paesaggistici.
Un Progetto Calibrato … Sulla Distruzione?
Il cuore della preoccupazione risiede nel tracciato che il parco eolico dovrebbe seguire, attraversando il delicato canyon sottomarino di Squillace. Un’area di inestimabile valore ecologico, la cui integrità è fondamentale per gli equilibri marini e la biodiversità. Le implicazioni di un’infrastruttura di tale portata in un ambiente così sensibile sono chiare: un impatto ambientale e paesaggistico considerato elevato, con il potenziale di alterare in modo irreversibile un ecosistema fragile e unico.
Nessun Vantaggio, Solo Sacrifici
Ma la critica non si ferma all’aspetto ambientale. L’amministrazione comunale di Squillace sottolinea con forza l’assenza di benefici concreti per i cittadini. Non sono previste occupazioni stabili, né un ritorno economico concreto per le comunità, e tantomeno un coinvolgimento vero dei territori interessati. Al contrario, il rischio tangibile è quello di sacrificare la vocazione turistica e culturale della costa calabrese in nome di interessi esterni e logiche speculative, minando le basi stesse dello sviluppo locale e sostenibile.
La Comunità si Mobilita: Squillace Non È Terra da Colonizzare
Di fronte a questo scenario, l’invito è chiaro: non restare in silenzio. Il Comune di Squillace, insieme agli altri enti locali, ha già espresso il suo dissenso. Ora, la palla passa ai cittadini. L’appello è a dimostrare che “questo territorio non è una terra da colonizzare, ma una comunità viva, consapevole e pronta a difendere il proprio futuro“. La convinzione è che il vero sviluppo non possa mai passare attraverso la distruzione di ciò che rende unico un luogo. È un momento cruciale per il Golfo di Squillace, che si trova di fronte alla necessità di bilanciare le esigenze energetiche con la tutela del proprio inestimabile patrimonio naturale e culturale.

















