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SICUREZZA POTENZIATA PER IL SINDACO PUCCIO DI BOTRICELLO: ALLARME MAFIA DOPO LA FUGA DI NOTIZIE


La fuga di una lettera riservata sulle presunte infiltrazioni espone il primo cittadino della comunità ionica a gravi rischi per la propria incolumità

di REDAZIONE 

– BOTRICELLO (CZ) –  13 GIUGNO 2025 – La Prefettura di Catanzaro ha alzato il livello di sicurezza per il sindaco di Botricello, Simone Puccio, a seguito di una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Questa decisione arriva dopo che una lettera riservata di Puccio, indirizzata alla Prefettura e contenente gravi denunce su presunte infiltrazioni mafiose nelle proteste degli agricoltori di un anno fa, è stata divulgata sui social media. Il responsabile della diffusione sarebbe Antonio Torchia, sindaco di Belcastro.

I “tentacoli” del potere criminale

Nel documento, Puccio denunciava apertamente che a fomentare le tensioni durante i presidi sulla strada statale 106 c’erano esponenti delle famiglie mafiose Pane di Belcastro e Ferraro di Marcedusa. Ancora più preoccupante, Puccio aveva affermato di essere stato bloccato da un esponente della famiglia Pane mentre tentava di raggiungere il luogo della protesta con la sua auto. Questi dettagli, destinati a rimanere confidenziali, hanno gettato un’ombra inquietante sulla sua sicurezza personale.

Misure di tutela rinforzate e nuove rivelazioni

La diffusione non autorizzata delle informazioni da parte di Torchia, tramite i suoi canali social, ha esposto Puccio a un rischio potenziale significativo. Per questo motivo, la Prefettura ha deciso di innalzare la sorveglianza e attivare ulteriori misure di protezione. Puccio era già sotto vigilanza dinamica in seguito a minacce ricevute da Pasquale Barberio, un imprenditore di Lamezia Terme già condannato per contiguità alla potente cosca Grande Aracri di Cutro.

Durante la riunione del Comitato, è emerso un ulteriore dettaglio inquietante: Torchia, in un’intervista rilasciata a un network nazionale dopo il clamore mediatico della sua ordinanza sul “divieto di ammalarsi”, sarebbe stato affiancato da un esponente di una delle famiglie mafiose della zona. Questo elemento aggiunge un ulteriore tassello al quadro di una situazione già estremamente complessa e delicata.

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