INFILTRAZIONE SISTEMICA E SILENZIOSA: ECCO PERCHÉ È STATO SCIOLTO PER MAFIA IL COMUNE DI BADOLATO
Appalti, assunzioni, scelte politiche: la ‘ndrangheta controllava tutto. Lo Stato interviene, ma il tessuto amministrativo era già compromesso. Il decreto del Presidente della Repubblica fotografa una realtà grave: l’amministrazione era piegata agli interessi criminali. Un altro Comune, la solita storia
di REDAZIONE
– BADOLATO (CZ) – 1 GIUGNO 2025 – Non si parla più di sospetti. Non si parla più di semplici influenze. A Badolato lo Stato ha certificato la presenza della criminalità organizzata dentro le istituzioni.
Un’infiltrazione diretta e pervasiva che ha condizionato scelte politiche, appalti, assunzioni. Una macchina pubblica utilizzata – come troppe altre volte – per servire interessi privati e criminali.
Il decreto di scioglimento firmato dal Presidente della Repubblica, su proposta del Ministero dell’Interno, chiude una fase ma apre uno squarcio inquietante: la ‘ndrangheta non solo osservava, ma agiva, influenzava, decideva.
I dettagli della relazione
I dettagli della relazione della commissione d’accesso restano riservati, ma le dichiarazioni del Procuratore Curcio (o Capomolla, a seconda dei casi) parlano chiaro: c’erano legami, c’erano condizionamenti, c’era un sistema. Non importa se pochi o tanti amministratori fossero consapevolmente coinvolti: l’intero ente era compromesso. Adesso tocca ai commissari provare a rimettere insieme i pezzi.
Tocca ai cittadini di Badolato affrontare una verità amara: non erano solo voci, non era solo malaffare di periferia.
Era la mafia dentro casa.
E intanto, un altro Comune cade. Come al solito.

















