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“ZONA ROSSA”, FRANCESCA DE NISI: «AL MOMENTO L’UNICA ARMA PER I CALABRESI»


L’avvocata civilista e attivista di Filadelfia: “Giuste le proteste. Consiglio e Giunta regionale dovrebbero avere il pudore di dimettersi con effetto immediato. È tardi per i vergognosi scaricabarile cui assistiamo da giorni”

Fonte: ILVIZZARRO.IT

FILADELFIA  (VV) –  9 NOVEMBRE 2020 –  Una petizione scritta «con rabbia», non quella «scomposta e cieca di chi, in preda all’indignazione ha perso lucidità», bensì la rabbia «oculata di chi pretende che chi occupa posizioni di potere si assuma la responsabilità del proprio fallimento e rivendica il proprio diritto ad essere rispettato come persona prima ancora che come cittadino o elettore».

A promuoverla su Change.org è stata Francesca De Nisi, avvocata e attivista di Filadelfia, nel Vibonese, che si è rivolta al ministro della Salute, al presidente facente funzioni della Regione, al presidente del Consiglio regionale e al delegato per l’emergenza Covid della Regione.

Partendo dall’«immediata sostituzione» del commissario ad acta per la Sanità in Calabria, Saverio Cotticelli, l’avvocata vibonese è convinta che «non possiamo accettare che il Governo scopra, grazie a un servizio giornalistico, delle lacune così evidenti rispetto all’operato di un commissario designato dallo stesso presidente del Consiglio (Conte I) e confermato con l’attribuzione di ancora più poteri solo qualche giorno fa (Conte bis)».

Secondo l’attivista, però, «non possiamo nemmeno accettare le dichiarazioni farneticanti dei nostri rappresentanti regionali che di fatto hanno abdicato alle proprie funzioni, non solo non elaborando nulla rispetto alle azioni necessarie in campo sanitario ma altresì rinunciando ad esercitare quel controllo a cui hanno diritto ma di cui hanno soprattutto il dovere.

La Regione – prosegue De Nisi – ha spudoratamente mentito quando a marzo ha annunciato in pompa magna sui propri canali di comunicazione di avere approvato un piano di fatto inesistente.

Non solo: la presidente ha delegato con propria ordinanza la gestione dell’emergenza a commissari rilevatisi completamente inefficienti (non ricordiamo per pudore l’intervista relativa ai ventilatori meccanici dell’allora commissario Pallaria, anche lui costretto a dimettersi in seguito ad inchiesta giornalistica) e ora vorrebbe autoassolversi grazie alla paritetica responsabilità del Governo.

Ma vi è di più: visto che da marzo la presidente dichiarava che la sanità calabrese non era in grado di gestire un possibile dilagare della pandemia a livello locale tanto da impedire che i fuorisede calabresi potessero rientrare nelle loro case e nel frattempo nulla è cambiato, risulta grottesca l’indizione di un consiglio straordinario regionale al solo fine di chiedere la “promozione a zona gialla”».

Secondo l’attivista di Filadelfia, «la zona rossa al momento appare l’unica arma che i cittadini calabresi hanno per poter tutelare la propria salute, anche se questo significa mettere in ginocchio un’economia già precaria e sopportare ulteriori sacrifici non a causa della pandemia, ma dell’incuria e dell’irresponsabilità di chi ci governa.

Ecco perché paiono beffardi gli accorati appelli della Giunta senza che al contempo vengano messe in campo proposte concrete di rafforzamento della sanità.

Ecco perché è legittimo che i cittadini protestino, mentre Consiglio e Giunta regionale dovrebbero avere il pudore di dimettersi con effetto immediato. È tardi per i vergognosi scaricabarile cui assistiamo da giorni.

Tardi per lo scontro muscolare tra Stato e Regione giocato sulla pelle di noi cittadini. Scontro che mortifica l’indivisibilità della Repubblica in un momento in cui la solidarietà dovrebbe essere l’imprescindibile direttrice di tutte le azioni politiche. È tardi anche per annunci in pompa magna di rimozione dagli incarichi a pochi giorni dalla riconferma».

«Non accetteremo questa volta la retorica asfissiante circolata tra testate giornalistiche e social media volta a colpevolizzare il singolo elettore calabrese deresponsabilizzando chi è investito di specifiche funzioni pubbliche.

A tal proposito ricordiamo sommessamente che il popolo calabrese ha compattamente rispettato tutte le misure restrittive varate dal Governo, anche in una situazione – come quella di marzo – in cui il dato epidemiologico era del tutto confortante. Persino all’indomani della chiacchierata ordinanza con cui la presidente Santelli aveva illegittimamente disposto delle aperture in anticipo, gli esercenti locali (a parte pochissime eccezioni) e i Comuni hanno disatteso la stessa conformandosi alla legislazione statale. No, non è genericamente “colpa nostra” se la Calabria è zona rossa.

Non basterà sostituire Cotticelli con un altro a cui magari si chiederà attenzione rispetto alle comunicazioni con i media e soprattutto è inconcepibile che i vertici delle Aziende Sanitarie, rimangano al loro posto».

Per l’attivista di Filadelfia, «è ora che si prenda atto del fallimento totale del commissariamento della sanità regionale così come del fallimento di tutti gli organi rappresentativi regionali. È ora che la politica riprenda in mano la propria funzione e che i calabresi ritrovino la propria dignità pretendendo dallo Stato, da tutto lo Stato, quello che è un diritto inalienabile e non rassegnandosi a quello che da troppo tempo viene spacciato come destino ineluttabile di una regione “ultima”».

In conclusione, De Nisi ringrazia gli operatori sanitari perché, «al netto di singoli casi di “malasanità” e di “furbetti del cartellino”, la stragrande maggioranza degli stessi si ritrova a lavorare con abnegazione in una situazione di estrema difficoltà, senza strumenti e percorrendo un sentiero pieno di ostacoli quotidiani, pur di mantenere in piedi un sistema radicalmente malato.

A loro il nostro sentito e profondo ringraziamento». 

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