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VIVIAMO AL PLURALE


In questo triste momento di pandemia rifacciamoci alle parole di Papa Francesco: ’Cancellare l’io e pensare al noi’’

di Rossella NASSO 

PRESERRE (CZ) –  12 GENNAIO 2021 – Per una sera l’ospite d’onore nelle nostre case attraverso il piccolo schermo non è il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, famoso in quest’ultimo anno pandemico, ma il Papa, Francesco Bergoglio. Colui che preferiremmo chiamarlo per nome, tanto vicino e caro alla gente. Il suo garbo e la sua voce, quasi appena sussurrata, sono al limite della commozione.

Quanto proferisce al mondo dovrebbe appartenere ad ognuno di noi, non solo a parole, ma soprattutto nei fatti. Fin dalla creazione del mondo, l’uomo è stato creato non per esser da solo, ma per vivere e condividere la propria individualità al servizio degli altri.

 Lui dice ‘’cancellare l’io e pensare al noi’’. Mai come in questo anno così difficile da superare, queste parole dovrebbero smuoverci le coscienze, ricordando che l’uomo ha bisogno dell’altro e che nella situazione in cui il mondo versa, non è tempo per egoismi per uscirne,non vincenti, ma uscirne.

Difatti in quest’ultimo anno nessuno di noi è vincitore, ma tutti vinti da un virus che ci ha rubato la serenità di vivere come la vita stessa. Dunque pensiamo come suggeritoci al plurale superando la logica individualista, cercando di mantenere comunque la forma di educazione per eccellenza, ovvero il rispetto per l’altro poiché l’altro è una persona fatta di carne e anima, con pregi e difetti.

Nessuno di noi è immune dalla perdita, nessuno è immune alla malattia e si può sbagliare anche cercando di compiere il proprio dovere l’importante è ricordarsi chi siamo e cosa rappresentiamo per un nostro simile.

 Come dice Papa Francesco riferendoci ai politici che muovono le fila del mondo e della nostra vita: ‘’questo è il momento della semina e non del raccolto, del noi e non dell’io.

Se perdi un’opportunità la Storia te ne darà un’altra, ma questo non è il momento di pensare al consenso, al proprio vantaggio. Noi dobbiamo inventare strade di vicinanza: se non fai in modo che tutti siano salvati, neppure tu ti salverai, nessuno si salva da solo’’.

Direi niente di più vero, rispettiamoci, ma soprattutto rispettiamo, mantenendo viva la Speranza che costruire è difficile, ma è l’unica arma che abbiamo per ritornare alla Vita amandoci. 

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