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‘VIVA DE MAGISTRIS’ LIBERATORE DELLA CALABRIA PRONTO A COMBATTERE LE TRUPPE SANFEDISTE DEL CARDINALE RUFFO


Sembra ieri quel lontanissimo 1798 quando i napoletani diedero vita all’eroica e coraggiosa Repubblica Partenopea e gli ‘Alberi della libertà vennero issati nelle piazze di tantissime città del Sud

 di Vito BARRESI

PRESERRE (CZ) – 10 GENNAIO 2021 –  Ovunque in Calabria, a Reggio e Cosenza, Catanzaro e Vibo, Tropea e Rossano, Locri e Rocca Imperiale sono pronti i ‘Comitati De Magistris Presidente’, per sostenere la sua candidatura a Governatore della Calabria, nel mentre tornano con nomi nuovi, quasi tutte le sagome dei protagonisti di quella indimenticabile pagina di storia meridionale: dall’ammiraglio Caracciolo, simbolo e artefice dell’epopea napoletana, a Orazio Nelson inviato a Napoli con una flotta britannico-portoghese, per colpire gli insorti e mettere in salvo la corte borbonica.

La miccia è accesa e in Calabria sono in tantissimi ad attendere festosi il travolgente arrivo di Luigi De Magistris. Oltre trecento giacobini calabresi già arruolati da tempo attorno al nuovo ‘Garibaldi’ che intende liberare le terre che furono dei baroni al servizio del famoso Cardinale Ruffo per piantarci di nuovo l’Albero della Libertà, il vessillo elegante e autentico di una mai sopita e orgogliosa identità meridionalista.

Sono loro la forza trainante e trascinante di una vera e propria insurrezione civile e politica, per dire basta alle ingiustizie, alle angherie e alle vessazioni che la maggioranza dei calabresi subisce da parte dello Stato centrale, dai potenti media mainstream di una certa razza padrona pseudo intellettuale, dalla ‘ndrangheta e dai poteri occulti della massoneria deviata, dal ceto politico corrotto, dai post populisti vesti di antimafia d’occasione, tutti uniti sotto le bandiere di un Cardinale Ruffo contro De Magistris, alla testa di una Crociata che lo vorrebbe fermare dal sicuro successo alle imminenti elezioni per la scelta del Presidente della Regione Calabria.

Meraviglia dei corsi e ricorsi di vichiana accademia. Vuoi forse mettere la delicata sapienza, immensa, profonda, persino mistica, del napoletano Giovanbattista Vico con l’involuta e psicotica rozzezza dello svizzero Rousseau?

Le quotazioni nel borsino elettorale sarebbero già cresciute a dismisura, frutto della simpatia, della stima popolare che l’ex magistrato di Catanzaro si è guadagnato sul campo nella lotta alle mafie pubbliche e private di questa martoriata regione, dopo essersi distinto, tra gli aristocratici di antica famiglia partenopea, per aver scelto non solo la legge, l’etica, il codice e la morale ma soprattutto l’anima e il corpo delle istituzioni, cioè semplicemente il Popolo.

In questa prospettiva il target politico ed elettorale di De Magistris in Calabria, ogni giorno che passa, potrebbe risultare potenzialmente molto più consistente di quanto non si immagini tra i risultati dei sondaggi frutto delle telefonate al metodo ‘Cati’.

Si badi bene, De Magistris, forte dell’insegnamento del Vico e del Filangieri, a partire dalla conquista della Calabria non agirà nel deserto del Texas o del Sahara, bensì in un bacino meridionale, per quanto disgregato sempre più definito come blocco sociale e geografico del Paese e dell’Europa, l’ormai leggendario Regno di Napoli o delle Due Sicilie, alla ricerca di una sua autonoma identità politica, una connotazione ben precisa e autorevole dentro il quadro in mutamento dell’Unione Europea.

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