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VIRUS, PITARO: «AREA CENTRALE CALABRIA IN GRANDE SOFFERENZA»


Il consigliere regionale del Gruppo Misto: “Istituire presto un centro covid”

di REDAZIONE 

PRESERRE (CZ) –  2 NOVEMBRE 2020 –  «I contagi aumentano, gli ospedali soffrono e del centro Covid nell’area centrale della Calabria, di cui si parla sin dalla prima ondata pandemica, non si ha alcuna notizia.

Si faccia presto, ovviando a ritardi ingiustificabili e si lavori alla realizzazione immediata di un centro dotato di tutte le attrezzature necessarie e di un adeguato numero di posti letto nonché di rianimazione, al fine di far fronte alla drammatica emergenza sanitaria in atto».

Lo dice il consigliere regionale Francesco Pitaro presentando un’istanza al Ministro della Salute Speranza, al Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 Arcuri, al Presidente F.F. della Regione Calabria Spirlì, al Commissario ad Acta per la sanità calabrese Cotticelli e al Direttore Generale del Dipartimento Salute della Regione Calabria Bevere.

Commenta Pitaro: «L’intera rete sanitaria calabrese è fragilissima, al punto che si è arrivati a sospendere le visite mediche ordinarie, negando così il sacrosanto diritto alla salute dei cittadini calabresi, perché il Governo regionale non ha saputo agire prontamente e con assennatezza per contrastare la già prevista seconda ondata pandemica. Cosa si è fatto negli ultimi otto mesi? Le strutture sanitarie erano e restano inadeguate a prestare tempestive cure ai pazienti affetti da Covid-19». «Lascia sbalorditi la denuncia della CGIL – continua il consigliere regionale – secondo cui la Regione Calabria non ha speso fondi per ben 86 milioni di euro destinati all’emergenza Covid.

L’area centrale della Calabria – in una fase in cui, secondo i dati diffusi recentemente dall’Istituto Superiore di Sanità, la nostra regione è tra le regioni a più alto rischio – non può assistere alla condotta omissiva e inadempiente dei soggetti preposti alla tutela della salute dei cittadini.

Pertanto, chiedo al Presidente F.F. della Regione Calabria Spirlì, al Commissario ad Acta per la sanità calabrese Cotticelli e al Direttore Generale del Dipartimento Salute Bevere di adottare, nel termine di tre giorni decorrenti dal ricevimento della mia istanza, ogni necessario e dovuto atto diretto alla istituzione del centro Covid nell’area centrale della Calabria.

Decorso, invano, il suddetto termine, chiedo che il Governo Nazionale, attraverso il Ministro della Salute, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 120 della Costituzione, intervenga in via sostitutiva al fine di realizzare una struttura in cui i pazienti calabresi possano ottenere adeguate prestazioni sanitarie».

Conclude Pitaro: «In questa fase di preoccupante emergenza – in cui, ricordiamo, purtroppo non mancano situazioni di altre patologie altrettanto gravi che rischiano di passare in secondo piano a causa del caos in cui la sanità calabrese imperversa – si lascino da parte autoreferenzialità, contrasti di competenza e individualismi esasperati e ciascuno si adoperi per attivare mezzi e strumenti idonei a mettere in sicurezza la vita delle persone.

Non potendo contare su un’organizzazione e una governance efficiente della sanità, c’è da augurarsi che prevalga in chi ha compiti e  ruoli di estrema delicatezza il massimo della responsabilità.

La Calabria ci guarda, e fin qui ha avuto grande pazienza. Attenzione a non fargliela perdere».

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