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VIRUS, LA CALABRIA SI CONFERMA “ARANCIONE”


Rt medio calcolato sui casi sintomatici è pari a 0,91

 Fonte: APPRODOCALABRIA.IT

 PRESERRE (CZ) –  17 APRILE 2021 –  Nel report dell’Istituto superiore di sanità-ministero della Salute le Regioni classificate a rischio alto di trasmissione di Sars-Cov-2 sono Calabria, Puglia e Sardegna.

La Calabria resta a come “titolo precauzionale non valutabile in modo attendibile per completezza” dei dati e per la circostanza è equiparata al rischio massimo.

La classificazione a rischio alto “per 3 o più settimane consecutive prevede specifiche misure da adottare a livello provinciale e regionale”.

“L’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è pari a 0,91.

Si riscontrano valori di Rt puntuale inferiore a 1 in 16 Regioni e province autonome, di queste, 15 hanno un Rt puntuale inferiore a uno anche nel suo intervallo di confidenza maggiore, indicando una diminuzione significativa nella trasmissibilità”.

Secondo l’ISS, è così.

 LE MISURE CHE CONTINUANO AD ESSERE IN VIGORE

In ogni caso fino a quella data in Calabria si applicheranno le regole della fascia arancione. Da sottolineare che un’ordinanza del presidente facente funzioni Nino Spirlì ha fatto ripartire la caccia al cinghiale e la pesca sportiva. 

SPOSTAMENTI 

Gli spostamenti fuori regione o verso un altro comune devono essere motivati sempre da comprovate esigenze lavorative, motivi di salute e altre situazioni di necessità.

Resta consentito il rientro presso la residenza, domicilio, abitazione e seconda casa (anche fuori regione, salvo provvedimenti restrittivi regionali). All’interno del proprio comune  resta in vigore anche il cosiddetto “coprifuoco”, dalle 22 alle 5.

Per quanto riguarda le visite ad amici o parenti, in quest’area è consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata dello stesso Comune, tra le ore 5.00 e le 22.00, a un massimo di due persone, oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione.

La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro.

A chi vive in un Comune che ha fino a 5.000 abitanti è comunque consentito spostarsi, tra le 5.00 e le 22.00, entro i 30 km dal confine del proprio Comune (quindi eventualmente anche in un’altra Regione o Provincia autonoma), anche per le visite ad amici o parenti nelle modalità già descritte, con il divieto però di spostarsi verso i capoluoghi di Provincia.

 SCUOLE 

Il decreto del 1° aprile prevede che in qualsiasi zona gli asili nido, le elementari e la prima media siano comunque in presenza. Una norma non derogabile, salvo casi eccezionali. Con la zona arancione, scatta la didattica in presenza integrale per la seconda e la terza media. Per le superiori vale l’ordinanza che ha disposto per ogni aula la presenza fino al massimo del 50%.

ATTIVITA’ DI RISTORAZIONE

Ristoranti, pizzerie, pasticcerie e altre attività di ristorazione non potranno servire ai tavoli ma si limitano alla consegna a domicilio e all’asporto. In quest’ultimo caso è consentito fino alle 22. Fino alle 18 per i bar senza cucina (e altri esercizi simili – codice ATECO 56.3). È consentita, senza limiti di orario, anche la consumazione di cibi e bevande all’interno degli alberghi e delle altre attività ricettive, per i soli clienti.

NEGOZI

 Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, lavanderie e tintorie, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie. Restano comunque chiusi cinema, teatri, sale bingo e centri scommesse.

SPORT

 Sono consentite la passeggiata e l’attività sportiva all’aperto in forma individuale. Le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali sono sospese, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza per le attività riabilitative o terapeutiche e per gli allenamenti degli atleti, professionisti e non professionisti, che devono partecipare a competizioni ed eventi riconosciuti di rilevanza nazionale con provvedimento del CONI o del CIP.

È consentito recarsi presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, del proprio Comune o, in assenza di tali strutture, in Comuni limitrofi, per svolgere esclusivamente all’aperto l’attività sportiva di base, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), con la prescrizione che è interdetto l’uso di spogliatoi interni a detti circoli.  

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