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VIRUS, INDENNITÀ TAGLIATE: SIT IN PERSONALE 118 DAVANTI ALLA CITTADELLA REGIONALE


Protesta alla Regione, ‘medici se ne vanno, rischio chiusura’

di REDAZIONE 

CATANZARO – 20 GENNAIO 2021  – Sit in di medici e operatori del 118 di Catanzaro alla Cittadella Regionale per protestare contro le delibere delle Asp di Catanzaro e di Crotone che da circa un anno hanno portato alla sospensione del contratto regionale che prevedeva le indennità per i medici del servizio di emergenza.

“Ci troviamo da un anno con uno stipendio dimezzato perché ci hanno decurtato 5,50 euro di indennità – hanno spiegato -. Tutto questo ha portato ad un esodo dei colleghi del 118 ad altri servizi, perché la retribuzione è diversa e nessun medico accetta più di lavorare a rischio sull’ambulanza.

L’azienda sta provvedendo al reclutamento attraverso una serie di avvisi di bandi dinamici con i quali il medico viene pagato 50 euro rispetto ai nostri 24, ma anche con queste delibere non è facile reclutarli perché operare sulle ambulanze è complicato. Il servizio rischia la chiusura”.

“Chiediamo rispetto e legalità – hanno aggiunto – specialmente in questa fase di emergenza Covid, durante la quale non solo ci è stato tolto quello che ci era dovuto, non si sono visti neanche i premi di produttività per il servizio svolto di cui l’Asp aveva parlato.

I pazienti affetti da Covid chi li ha portati in ospedale? Le ambulanze da chi erano guidate? Sono stati gli operatori, i medici e gli infermieri del 118 a prestare soccorso.

In questa fase, con le Usca che non funzionano, ci siamo ritrovati a fare di tutto e la sorpresa per noi è stata quella di vederci negare tutto nonostante siamo noi la vera medicina territoriale”.

Alcuni sanitari hanno anche rimarcato l’incongruenza con le altre province: “Il contratto regionale vale per tutte le cinque province, non è possibile che solo per Catanzaro e Crotone sia stata data una interpretazione unilaterale di sospensione dell’indennità. E’ una questione di equità e parità istituzionale. E’ una vergogna per noi che deve essere sanata”.

Il personale si è rivolto al tribunale di Catanzaro e a marzo ci sarà la prima udienza nel merito, intanto sono stati ricevuti dal commissario alla Sanità calabrese Guido Longo per discutere della situazione. Longo ha ascoltato le loro istanze ed ha preso visione della delibera dell’Asp rimandando ad un altra data per una discussione dettagliata.

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